I giudici tributari danno ragione all’ utente tartassato
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fonte:
- Il Resto del Carlino
AVEVANO acquistato due telefoni cellulari per uso aziendale, ma nessuno dei due ha mai funzionato. Però alla società, le bollette bimestrali sono arrivate eccome, con cifre astronomiche, ingiustificate e ovviamente non pagate. All’ inizio l’ azienda ha ritenuto di potersela cavare da sola, inviando dapprima lettere di protesta al gestore, ma senza ottenere alcun risultato, e giungendo poi a restituire i due telefoni. Ma come se nulla fosse, il gestore ha continuato a inviare ulteriori bollette e anche a spedire i solleciti di pagamento delle prime fatture inevase. A quel punto l’ azienda ha scelto una strada diversa, ovvero quella di rivolgersi al Codacons e la pratica è finita nelle mani degli avvocati Enrico Bernardi Crocetti, legale fiduciario per la provincia di Ravenna, e Cecilia Scalambra. E’ scattato così il necessario tentativo di conciliazione presso il Co. Re.Com. di Bologna, ovvero l’ organismo competente per la risoluzione stragiudiziale delle controversie in materia di telefonia mobile. E dopo le inevitabili schermaglie inziali si è raggiunto l’ accordo e la vicenda sembrava essere stata chiusa. Ma non era così. A un anno dai fatti, che risalgono al 2007-2008, l’ azienda ravennate si è vista recapitare dall’ Agenzia delle Entrate un verbale di accertamento per il mancato pagamento della tassa di concessione governativa, per un totale, fra tassa, mora e sanzioni, di 264 euro. A quel punto l’ utente si è rivolto subito agli avvocati Crocetti e Scalambra ed è partito il ricorso alla Commissione tributaria provinciale di Ravenna. La tesi difensiva era quella secondo cui l’ utente non aveva alcuna responsabilità del mancato pagamento della tassa di concessione governativa a fronte dell’ inadempimento contrattuale del gestore (i telefoni non funzionavano) e pertanto, come da contratto originario, il pagamento della tassa doveva considerarsi a integrale carico del gestore telefonico. Tesi questa che la Commissione Tributaria ha recentemente accolto. «Questo caso e la decisione della Commissione non trovano precedenti; la sentenza crea indubbiamente una nuova importante giurisprudenza in materia. I casi di bollette astronomiche per cellulari che non funzionano sono infatti numerosissimi» hanno commentato i due legali ravennati.
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