I furbetti dell’Iva? Mr Prezzi aspetta l’Istat
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fonte:
- Libero
L’aumento dell’Iva su alcuni beni
di consumo continua a far discutere. I dati
delle varie associazionidei consumatori,
infatti, dicono una cosa mentre il Garante
per la sorveglianza dei prezzi, Roberto
Sambuco, ne dice un’altra. Intervistato
dal direttore Maurizio Belpietro a
“La telefonata”, su Canale 5, ha infatti affermato
che «al momento non ci sono fenomeni
speculativi gravi e così diffusi e le
segnalazioni sono solo decine, non migliaia
». Bene. Eppure se gli vengono chiesti
i dati a sostegno delle sue affermazioni,
Mr Prezzi risponde di non averne ancora
di ufficiali. «Stiamo facendo un controllo
dettagliato sul territorio anche grazie alle
segnalazioni dei consumatori ma dobbiamo
aspettare il 21 ottobre dopo le rilevazioni
ufficiali dell’Istat».
Chi invece si è già mobilitato, come il
Codacons, ha rilevato un aumento esorbitante
di alcuni beni di consumo nelle
principali città italiane, pari a circa il
2,79%. Percentuale ben lontana (praticamente
il triplo) da quello 0,83333% previsto
dalla manovra di agosto. Segno che
qualche esercente sta cercando di fare il
furbetto, come ha scritto anche Libero
domenica. Basti pensare all’aumento,
sotto gli occhi ma soprattutto dentro le
tasche di tutti, della tazzina di caffè. Nonostante
quest’ultima, infatti, sia stata
esclusa dal passaggio dell’Iva dal 20 al
21%, sono tantissime le segnalazioni dei
consumatori che si sono visti aumentare
il caffè anche di 15 centesimi. Unica parentesi
felice per i consumatori sembra
essere il mercato di cd e dvd i cui prezzi,
secondo Fimi-Confindustria – la federazione
che rappresenta le principali aziende
discografiche italiane – sarebbero addirittura
calati dell’ 1 %.
Eppure i dati altrui non sembrano convincere
Mr Prezzi: «Ogni rivelazione o segnalazione
sono preziose per il Garante e
per tutti quanti, ma dobbiamo ragionare
sui prezzi reali». Ma quali sono i prezzi
reali? Libero ha provato a contattare il Garante
settimana scorsa per avere informazioni in merito. Nessuna risposta.
Risposta che invece è arrivata dal Codacons,
perchè fin da subito siè messo in
moto per le sue – anche se ancora superficiali
– rilevazioni. E che alle parole di Mr
Prezzi ha reagito chiedendo l’eliminazio –
ne dell’ente. «Quella del Garante – si legge
in un comunicato – è una dichiarazione
non solo gravissima ma che dimostra anche
la totale inutilità di quell’ufficio. Non
solo non è capace di garantire un bel nulla,
non solo non è in grado di fare rilevazioni
statistiche autonome, ma evidentemente
non sa nemmeno leggere i dati
Istat». L’associazione chiede quindi l’eli –
minazione dell’ufficio di Mr prezzi auspicando
«che le sue competenze siano passate
ad una autorità vera, quella della
Concorrenza e del mercato».
Insomma, come al solito, anche sulla
questione Iva regna il caos. A stemperare
gli animi ci prova Confcommercio che in
una nota ribadisce «la totale disponibilità
a discutere con tutti, primo fra tutti Mister
Prezzi, a condizione che siabbandonino
definitivamente posizioni strumentali
e ideologiche per ripristinare un pò di
sana verità scientifica su questo tema».
Dal canto suo, Mr Prezzi annuncia «un
tavolo anti-speculazione che si riunirà
mercoledì prossimo e che coinvolge
commercianti, artigiani, cooperative,
consumatori, sindacati, Confindustria e
Istat». Staremo a vedere.
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