6 Febbraio 2012

I furbetti della neve aumentano i prezzi Alimentari più 200%

I furbetti della neve aumentano i prezzi Alimentari più 200%

Dopo l’emergenza neve, scatta l’allarme
prezzi in tutta Italia. Lodenuncia
il Codacons, che ha riscontrato
forti rincari dei listini in negozi e supermercati
di tutta Italia, ricevendo
numerose segnalazioni da parte dei
cittadini. «Da un parte gli scaffali appaiono
semivuoti in moltissimi esercizi
commerciali – spiega il presidente
Carlo Rienzi – dall’altro si è registrato
un elevato incremento dei
prezzi per i prodotti ancora disponibili.
Il fenomeno riguarda i generi alimentari,
in particolare l’ortofrutta,
la carne e il pesce, per i quali le difficoltà
di approvvigionamento legate
al maltempo e ai disagi stradali hanno
prodotto rincari assurdi che in alcuni
casi arrivano al +200%, specie
per frutta e verdura».
DANNI ALL’AGRICOLTURA
«Si tratta di unasituazione inaccettabile
– afferma Rienzi – lamerce scarseggia
e su quella ancora in vendita
c’è chi specula sulla pelle dei consumatori!
La Guardia di Finanza deve
effettuare subito controlli nei negozi
e nei supermercati, sanzionando chi
ha rialzato ingiustificatamente i listini.
Invitiamo i cittadini ad acquistare
solo il minimo indispensabile per
evitare di arricchire la tasche dei furbetti
della neve». Mail maltempo ha
messo in ginocchio anche l’agroalimentare
italiano. È l’allarme lanciato
dalla Confederazione italiana
agricoltori (Cia), secondo la quale i
danni sono gravissimi: 100 milioni
di euro. «Praticamente paralizzato –
spiegano gli agricoltori – il trasporto
di latte, frutta, ortaggi e carne. Stravolta
l’agricoltura. Gelo e neve hanno
devastato i campi coltivati (soprattutto
ortaggi), distrutto serre e
strutture aziendali. Centinaia le imprese
agricole ancora isolate e in
molte zone di campagna manca
l’energia elettrica.Aforte rischio tantissimi
allevamenti bovini, suini,
ovini e avicoli. A causa dell’impercorribilità
delle strade rurali è, infatti,
impossibile l’approvvigionamento
di mangime e foraggio. La
Cia ha chiesto lo stato di calamità
per i centri agricoli colpiti.
«In questo modo – avverte la Cia
– oltre alla perdita di interi raccolti
orticoli in campo aperto, sono andatedistrutte
tonnellate di prodotti
deperibili chenon è stato possibile
trasportare. Tante le piante di
frutta, ma anche olivi e viti, che
hanno ceduto per il peso della neve.
Nonsolo. La mancanza di energia
elettrica ha spento le celle frigorifere
delle aziende agricole, dove
vengono conservati gli alimenti deperibili,
e a bloccato, addirittura,
la mungitura degli animali e i meccanismi
di funzionamento per distribuire
il mangime nelle stalle. Il
gelo polare – sottolinea ancora la
Cia – ha fatto, inoltre, impennare i
consumi di gasolio agricolo per il
riscaldamento delle serre e delle
strutture aziendali. Un ulteriore
elemento negativo che si aggiunge
alla difficile situazione che stanno
attraversando gli agricoltori italiani
alle prese con costi produttivi
sempre più onerosi».
Molti mercati rionali sono chiusi
per il gelo. Calo dei consumi tra
il 30 e il 60 per cento nei bar e nei
ristoranti. Secondo Confcommercio
il calo dal 30 al 60% delle presenze
nei pubblici esercizi (bar, ristoranti
e discoteche) a seconda
dell’intensità del maltempo, delle
aree geografiche e delle tipologie
di esercizio. Più colpiti ristoranti e
discoteche, meno i bar. Nei mercati
alimentari l’andamento è a marcia
ridotta e i prodotti esposti sono
a rischio congelamento. Nelle città
del Nord e del centro Italia, come a
Torino, a Bologna, a Firenze l’apertura
dei banchi era all’incirca del
30% per le difficoltà di circolazione

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