I consumi si fermano, vincono i discount
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fonte:
- Corriere della Sera
ROMA- Le vendite nei negozi non tirano. A febbraio la situazione, fotografata dall’ Istat nella nota sul commercio al dettaglio distribuita ieri, è di stallo. In particolare le vendite rispetto a gennaio sono aumentate dello 0,1%, mentre rispetto a febbraio 2010 sono rimaste invariate. Nel dettaglio, rispetto a gennaio 2011, le vendite di prodotti alimentari sono aumentate dello 0,2%, mentre quelle di prodotti non alimentari sono rimaste invariate. Se poi si guarda ai valori tendenziali, si scopre che le vendite di prodotti alimentari hanno registrato un incremento dello 0,3%mentre quelle dei non alimentari hanno segnato un calo dell’ 0,1%. Quanto alla forma distributiva, emerge l’ affanno della grande distribuzione che segna un -0,3%su gennaio mentre le imprese operanti su piccole superfici guadagnano lo 0,1%e i discount l’ 1,5%. Tra i prodotti, quelli farmaceutici registrano l’ aumento più sostenuto (+1,4%) in termini tendenziali, mentre il gruppo che comprende supporti magnetici, strumenti musicali subisce la diminuzione più marcata (-7,0%), insieme con giochi e giocattoli (-1,5%). Insomma, per l’ ufficio-studi Confcommercio, non c’ è «nessuna primavera dei consumi» , anzi «il quadro generale continua ad essere caratterizzato da una accentuata debolezza. Un dato che si riflette sull’ intero sistema economico, determinando tassi di sviluppo contenuti, e conferma il permanere di una ripresa a due velocità per le imprese che operano sul mercato estero, in ripresa, e quelle che vivono prevalentemente di domanda interna» . Anche la Cia-Confederazione italiana agricoltori, manifesta preoccupazione: «Le famiglie -spiega -continuano a tirare la cinghia e in cucina cercano la promozione e il prezzo più basso, risparmiando anche sulla qualità» . Di qui il ricorso ai discount e alle promozioni. Tra gennaio e dicembre, secondo la Cia, è calata la domanda di pane (-2,1%sul 2009), pasta (-1,8%), carne rossa (-4,6%), pesce (-2,9%) e frutta e agrumi (-1,8%). L’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori calcola che, se non si porrà rimedio all’ aumento dei prezzi alimentari, una famiglia media quest’ anno dovrà spendere 332 euro in più. E già si fanno i conti delle spese delle festività: secondo l’ associazione dei consumatori Codacons, «gli italiani che decideranno di mettersi in viaggio in auto tra Pasqua e Pasquetta, dovranno mettere un conto una stangata da 35 milioni di euro, determinata dal rincaro dei prezzi dei carburanti» . A. Bac. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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