8 Giugno 2011

I consumi rialzano la testa grazie alle lotterie

I consumi rialzano la testa grazie alle lotterie
 

ROMA – Ripartono i consumi, flebilmente, ma ripartono. L´Icc di aprile, l´indice elaborato da Confcommercio, segna per la prima volta in un anno una crescita tendenziale, tra aprile 2010 e aprile 2011, dei consumi interni (+1,1%). La stessa registrata ieri da Eurostat per i paesi dell´area euro. Un dato confortante, dunque, dopo il tonfo di marzo (-2,5%). Non sufficiente, però, a ben sperare per il futuro. La stessa Confcommercio parla di «timidi segnali di miglioramento», invita a «una certa prudenza», per il «permanere di un clima di incertezza sulle prospettive a breve dell´economia». Analisi rafforzata dai dati di Confindustria, che segnala una stasi in maggio, rispetto ad aprile, di produzione industriale (+0,1%) e ordinativi (+0,4%). Tuttavia il dato esiste. Ottenuto anche grazie alla spesa in giochi, lotterie e scommesse, che in questi anni di crisi non ha mai smesso di crescere. Secondo i dati forniti dall´agenzia Agipronews, in un anno gli italiani hanno speso un miliardo di euro in più (+20%) tra slot machines, gratta e vinci, lotto e superenalotto, videolottery, win for life. Per un totale rotondo di 6 miliardi, di cui ha beneficiato anche l´erario con entrate pari a 784 milioni di euro (+6%). Gli italiani tornano, dunque, a consumare. Ma come? I dati Confcommercio rivelano, innanzitutto, una contrazione in tre settori primari di spesa, dove permangono le «criticità»: mobilità, dopo la fine degli incentivi per l´acquisto di auto (-1,3%), abbigliamento e scarpe (-0,5%), cibo, bevande e tabacchi (-0,9%, ma a marzo -4,3%). A correre è la spesa per le comunicazioni, soprattutto videofonini e tablet (+6,5%). Bene anche i servizi (+2,5%), la ristorazione e l´alloggio (+2%), cinema, libri e giochi (+1,4%). Quasi fermi i consumi per la cura della persona (+0,5%) e della casa (+0,1%). «Siamo ben lungi da segnali di ripresa», commenta il Codacons. «Gli italiani mangiano lo 0,9% in meno rispetto allo scorso anno. Nel 2009 avevano già mangiato il 3,1% in meno rispetto al 2008, nel 2008 il 3,3% in meno rispetto al 2007 e nel 2007 l´1,8% in meno rispetto al 2006. Si può dedurre che gli italiani ormai fanno la fame. Un terzo delle famiglie non arriva a fine mese». Commenti critici anche da Federconsumatori e Adusbef. «La situazione di grave crisi è sotto gli occhi di tutti», scrivono le associazioni di consumatori che chiedono al governo di intervenire. «Tutti i segnali dimostrano uno scenario a dir poco allarmante». Soddisfatto, invece, il ministro Brunetta per questi «primi segnali positivi» di ripresa.
 

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