I consumatori: “La vera stangata per le famiglie arriverà a settembre”
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fonte:
- Il Secolo XIX
GENOVA. Se l’inflazione torna a risalire, prosegue invece la contrazione dei consumi. Le vendite al dettaglio nel mese di giugno hanno registrato un calo dello 0,8 per cento rispetto allo stesso mese dello scorso anno e dello 0,4 per cento rispetto a maggio 2009. La leggera diminuzione, secondo il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, indica però«una sostanziale tenuta degli acquisti delle famiglie, che si stanno orientando verso la grande distribuzione (+0,3 per cento) alla ricerca di prezzi più convenienti, sconti e promozioni». Ma per Pierpaolo Baretta, capogruppo del Partito democratico in commissione Bilancio di Montecitorio, si tratta di «ottimismo superficiale». Le famiglie, avverte l’esponente del Pd, «si troveranno ad affrontare subito le pesanti spese scolastiche, dunque è necessario pensare ad una manovra autunnale per sostenere i loro sforzi e per il rilancio dei consumi».Anche la Confcommercio esprime i suoi dubbi: in particolare c’è il timore che la ripresa dell’inflazione possa deprimere ulteriormente i consumi: «Il dato complessivo dell’inflazione che inverte la tendenza al ridimensionamento che permaneva da un anno – dicono i commercianti – non può non creare alcune preoccupazioni anche alla luce del calo registrato dalle vendite al dettaglio, la cui dinamica mostra comunque un significativo rallentamento della tendenza alla riduzione degli acquisti, avvalorando l’ipotesi di superamento della fase più negativa del ciclo dei consumi». Per Adiconsum, i dati «mostrano come i consumi delle famiglie non siano ripartiti e come la crisi non sia affatto finita e come invece si vada allargando la forbice tra chi è più ricco e chi è più povero». I dati statistici sul calo delle vendite al dettaglio rilevate dall’Istat colgono, sempre secondo Adiconsum «solo in parte gli effetti deflagranti di un calo generalizzato dei consumi che attraversa il nostro Paese e che spinge sempre di più nelle fasce di povertà, migliaia di famiglie italiane». Adiconsum chiede a Scajola e a Mister Prezzi un tavolo di concertazione tra associazioni dei consumatori, dei produttori e della distribuzione organizzata e non (Confcommercio, Federdistribuzione, mondo Cooperativo, Confesercenti) «per evitare rincorse sui prezzi di prodotti essenziali determinate da competitività tra mondo produttivo e distributivo, con ricadute pesanti sul reddito dei consumatori». Per il segretario nazionale di Adiconsum, Pietro Giordano, «è finito il tempo dello sciopero della spesa, è giunto il momento di ripensare il modello distributivo» in modo «da dare prodotti qualitativamente buoni a prezzi competitivi». Il rischio vero è che a settembre arrivi una stangata per le famiglie italiane, avverte il Codacons: «Con il rialzo tecnico della domanda, dovuto al rientro delle famiglie dalle vacanze e alla riapertura di aziende e negozi, una batosta è ormai più che probabile». Dati alla mano, l’associazione dei consumatori evidenzia come «al +5 per cento già stimato per gli aumenti nel settore scuola (corredo + libri), va ad aggiungersi il preoccupante aumento dei prodotti energetici, che se perdurasse fino alla fine dell’anno significherebbe un rialzo di luce e gas, con ulteriori effetti moltiplicativi su alimentari, trasporti e sull’inflazione in genere».
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