24 Settembre 2004

I consumatori: dal 2001 quasi raddoppiato il «conto» per la pausa di mezzogiorno

Ogni giorno 11 milioni di italiani frequentano snack bar, ristoranti o pizzerie per un giro d?affari di 46 miliardi l?anno


Il pranzo fuori casa costa l?83 per cento in più


I consumatori: dal 2001 quasi raddoppiato il «conto» per la pausa di mezzogiorno





Mense, bar, ristoranti, sempre più cari. A dispetto di un esercito di italiani che preferisce mangiare fuori casa (sono 11 milioni, secondo le stime di Fipe-Confcommercio), pranzare fuori casa, anche per la semplice «pausa pranzo» mentre si lavora, diventa sempre più costoso: esattamente l?83 per cento in più rispetto al 2001. A sostenerlo è un calcolo dell?Intesaconsumatori, l?alleanza di associazioni per la tutela del consumo che raggruppa Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. Un rincaro che, secondo l?Intesa, è dovuto alle «speculazioni legate all?avvento dell?euro, che hanno portato ad una forte lievitazione dei prezzi nel settore alimentare e della ristorazione». E non serve sedersi proprio al ristorante per spendere molto di più, perché, sempre secondo l?Intesa i rincari hanno colpito panini, tramezzini e pizzette, diventati in proporzione cari come un vero e proprio pranzo al ristorante. Secondo Confcommercio quest?anno gli 11 milioni di italiani che ogni giorno pranzano fuori casa, spenderanno 46 miliardi di euro. Quanto ai prezzi, stando all?indagine degli esercenti, l?80 per cento della rete, includendo anche la piccola ristorazione in snack bar, dichiara costi inferiori ai 25 euro, il 42 per cento di menu al di sotto dei 10 euro. L?Italia con 75.000 esercizi, comunque vanta una diffusione territoriale tra le più elevate di Europa (al primo posto Lombardia e Veneto), con 1,4 locale ogni 1 . 000 abitanti.

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