19 Agosto 2009

I consumatori: “Andrà peggio: ora prezzi ridotti del 20%”

Per rilanciare i consumi bisogna «intervenire detassando i redditi fissi», perchè «diversamente non si va da nessuna parte». Lo affermano Adusbef e Federconsumatori. «Le previsioni che abbiamo fatto in tema di consumi – sottolineano le due associazioni dei consumatori – purtroppo si stanno avverando tutte. E anzi, per quanto ci riguarda, stimiamo una caduta per il 2009 del 2,5-3%, pari a un minore giro d’affari di oltre 15 miliardi di euro». In arrivo altre cadute. I prossimi mesi, spiegano infatti i presidenti Rosario Trefiletti (Federconsumatori) ed Elio Lannutti (Adusbef), «registreranno ulteriori ricadute negative per via degli allontanamenti di molti lavoratori dal ciclo produttivo». Si tratta di «intervenire sul lato della domanda, non in maniera caritatevole e marginale come si è fatto finora, con 850 milioni tra social card e bonus famiglia, bensì attraverso un processo di detassazione del reddito fisso almeno per 1.200 euro annui, a partire dalla restituzione del fiscal drag, e inoltre sostenere con strumenti adeguati il reddito del precariato e dei disoccupati». tariffe sotto controllo «Contemporaneamente – concludono Adusbef e Federconsumatori – è fondamentale mettere sotto controllo tutte le tariffe e soprattutto i prezzi dei carburanti, mentre a tutta l’intermediazione chiediamo, attraverso un patto di solidarietà, una forte riduzione di almeno il 20% di tutti i prezzi praticati, a partire soprattutto da quelli di largo consumo come pane, pasta e latte, che sono stati toccati dagli aumenti più consistenti degli ultimi anni, caricando così in negativo il potere d’acquisto delle famiglie meno abbienti per circa 560 euro dal 2008 a ora».  «Abbassate i prezzi «La Confcommercio si è svegliata» ha commentato invece il Codacons secondo il quale «era ora che la Confcommercio si svegliasse e cominciasse ad aprire, almeno parzialmente, gli occhi sulla crisi, considerato che, sempre per la Confcommercio, nel mese di luglio, commentando l’Icc di maggio, per i consumi si cominciava già "ad intravedere la fine del tunnel"». La verità, aggiunge l’associazione dei consumatori, «è che l’ottimismo strutturale della Confcommercio cozza con la realtà: i consumi sono in picchiata perché gli italiani non hanno più soldi. Il tutto nell’indifferenza del governo che non aiuta il rilancio dei consumi, preoccupandosi solo di aiutare banche ed imprese. La Confcommercio farebbe bene anche a trarre le dovute conseguenze. Se la domanda è in calo, i commercianti farebbero bene ad abbassare i prezzi e non ad alzarli, come hanno fatto fino ad ora».

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