I commercianti:”Troppo presto ma va meglio dello scorso anno”
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fonte:
- Il Messaggero
Proprio gli articoli balneari sono tra i più gettonati nella prima giornata di saldi perugini che sembra essersi aperta nel migliore dei modi. «Nei negozi c’ è movimento – spiega Carlo Petrini, presidente provinciale di Federmoda Confcommercio-Perugia – e c’ è entusiasmo per l’ avvio dei saldi. Siamo ottimisti e secondo la nostra rilevazione, si prevede un trend crescente rispetto agli anni scorsi con una spesa media di 270 euro pro capite». Il fermento intorno ai negozi di abbigliamento e calzature, in realtà, dura ormai da qualche giorno. «La gente gira da tempo per farsi un’ idea – aggiunge Cristiana Casaioli, vice presidente provinciale dell’ Ascom Perugia – e al momento dell’ inizio dei saldi ci si presenta con le idee già chiare: i nostri primi dieci clienti questa mattina (ieri mattina, ndr, nel negozio di via Settevalli) sono andati a colpo sicuro chiedendo articoli ben precisi. Ma il movimento dei giorni scorsi è anche legato ai saldi anticipati, o meglio mistificati, con molti clienti attratti da cartelli dubbi». Se la data unica dei saldi è stata accolta positivamente dai commercianti, non altrettanto può dirsi dell’ ulteriore anticipo concesso con un sondaggio Confesercenti tra gli operatori che indica in fine luglio o primi di agosto la data ideale. «I saldi iniziano troppo presto – osserva Petrini – considerando che si parla di vendite di fine stagione quando, il due luglio, la stagione è appena partita. Ci sono prodotti come costumi da bagno, abbigliamento da mare o sandali che non sono ancora stati messi in vetrina che vengono venduti come se si aprisse ora la stagione». «Visto il clima di giugno – aggiunge Gianfranco Urbani, presidente regionale Fismo Confesercenti – in tanti vendono il primo bermuda a saldo». Ciononostante, molti negozianti, specie piccoli e medi, insistono con una prassi che ormai dura da alcuni anni. «In città, ma anche nei comuni limitrofi, vedi Magione – spiega Carla Falcinelli, presidente regionale del Codacons – sconti del 30 per cento si praticano già da due settimane. Non solo, ci viene segnalato ormai come un iter consolidato, quello di invitare i clienti più fedeli, tramite messaggini, mail o telefonate, a recarsi nel negozio promettendo sconti già da metà giugno». Un’ abitudine, quella degli sconti privilegiati, che va avanti ormai da tre anni. «La maggior parte dei commercianti non ha venduto come aveva previsto e l’ escamotage dei saldi sottobanco è un modo per anticipare anche gli incassi, considerando le scadenze fiscali di fine giugno e inizio luglio». Ed anche le percentuali di sconto applicate sono indice della necessità di recuperare terreno. «La percentuale dominante è del 30 per cento – aggiunge la Falcinelli – ma in alcune frazioni, come Ponte Felcino ad esempio, abbiamo notato sconti anche del 49 o del 52 per cento: segno che avendo venduto poco i negozianti scontano i prezzi fino al limite del costo sostenuto, per non rimetterci almeno». Uno dei tanti segnali di una crisi che colpisce i consumi e si riflette sulle difficoltà dei cittadini. «Ci sono negozi specializzati anche in grandi firme che specie in periferia, sfruttando il rapporto di fiducia, vendono a rate anche col sistema della promessa di pagamento a fine mese. Un trattamento riservato ai clienti locali, ovviamente ben conosciuti al commerciante». RIPRODUZIONE RISERVATA.
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