9 Luglio 2018

Guai col cellulare: nuove regole per i risarcimenti


MASSIMO SANVITO Alzi la mano chi non ha mai avuto problemi col proprio gestore telefonico. Chi non è mai stato rimpallato tra decine di operatori diversi per cercare di quadrare il cerchio e risolvere le beghe più fastidiose. Reclami mai considerati. Linea del telefono che va e viene. Ritardi nel passaggio da una compagnia all’ altra. E chi più ne ha più ne metta. A partire da questo mese, però, la musica dovrebbe cambiare. A tracciare il solco è stata l’ (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), che ha messo nero su bianco un nuovo regolamento per i risarcimenti ai consumatori che hanno subito disservizi telefonici. La selva di indennizzi è ampia, così come ampia è la casistica di inefficienze in capo ai gestori. Partiamo dalle più frequenti, ovvero i ritardi nelle procedure di cambio operatore telefonico. In questo caso, grazie alle nuove norme dell’ Autorità, per ogni giorno che se ne va senza che il passaggio sia avvenuto gli utenti avranno diritto a un euro di risarcimento. LA CONCILIAZIONE Cifra che sale a 5 euro giornalieri se i ritardi riguardano la portabilità, ovvero il trasferimento del proprio numero di telefono da una compagnia telefonica all’ altra per evitare di doverlo cambiare. Ma anche gli odiosi rimpalli di responsabilità tra gli operatori per i disservizi a danno dei consumatori verranno sanzionati: in modo proporzionale alle loro colpe, definite nella procedura di conciliazione di fronte al Garante. Gli indennizzi, però, investono anche i reclami, che gli operatori ricevono e a cui si dimenticano di dare riscontro: 2,50 euro per ogni giorno che passa senza che il consumatore ottenga risposta. Stessa cifra per i malfunzionamenti sulla linea, quando il segnale è ballerino e le chiamate si interrompono ogni due per tre. Mentre quando il servizio telefonico è del tutto assente i risarcimenti salgono a 5 euro al giorno. E per l’ attivazione di servizi non richiesti, di cui (troppo) spesso e volentieri ce ne accorgiamo solo quando ci vediamo dimezzare il credito? Anche in questo caso è previsto un rimborso di cinque euro per ogni giorno in cui il servizio non richiesto resta attivo. Oltre al risarcimento delle cifre addebitate ingiustamente. Si sale invece a 7,50 euro giornalieri per i ritardi nelle attivazioni, nelle cessazioni e nelle sospensioni amministrative di un servizio. E non mancano nemmeno imprevisti per cui l’ utente vede scomparire il proprio numero di telefono per colpa degli operatori. Qui scatta il maxi-indennizzo: 100 euro per ogni anno in cui il numero è rimasto attivo, fino a un rimborso massimo di mille euro. Ma in che modo il consumatore vittima di guasti e disservizi ottiene i risarcimenti? Automaticamente in caso di ritardo e sospensione del servizio, per tutto il resto è necessario presentare reclamo e prepararsi anche a una procedura di conciliazione con l’ operatore. I CONFLITTI L’ ultimo regolamento in materia di indennizzi risaliva al 2011, quando l’ Agcom mise nero su bianco i criteri per garantire uguaglianza di trattamento a tutti i cittadini che subivano lo stesso disservizio. Con delle sfumature in base alla gravità del danno ricevuto, i risarcimenti fino a sette anni fa venivano riconosciuti dopo l’ obbligatorio tentativo di conciliazione tra le parti davanti al Garante. Anche se non erano esclusi i casi di indennizzi erogati dagli operatori ai clienti sulla base dei contratti stipulati. E dopo sette anni, nei quali quasi tutta Italia è stata coperta dalla banda ultra larga e internet su rete mobile raggiunge ogni angolo del paese, l’ Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha deciso di dare una rinfrescata al vecchio regolamento proprio per far fronte all’ incessante sviluppo tecnologico. Una ventata di modernità che era cominciata a cavallo tra la fine dell’ anno scorso e linizio di quest’ anno. Grazie al sistema ConciliaWeb, un portale online attraverso cui gli utenti possono risolvere le controversie con gli operatori di telefonia o pay-tv senza presentarsi di persona al Corecom più vicino (Comitato regionale per le comunicazioni). I RICORSI Una trasformazione digitale del lavoro di Agcom resa necessaria dall’ incremento di ricorsi ai Corecom, che nel 2017 hanno passato al vaglio 120mila pratiche riuscendo a ottenere indennizzi per 40 milioni di euro. Numeri in crescita rispetto ai 90mila contenziosi aperti l’ anno prima che hanno fruttato ai cittadini 30 milioni. Un’ ulteriore novità è quella che riguarda il caso “fatture a 28 giorni”. L’ Agcom ha stabilito che entro il 31 dicembre 2018 le compagnie telefoniche dovranno restituire i giorni erosi agli utenti tra il 23 giugno 2017 e la data in cui è stata ripristinata la fatturazione su base mensile. Un danno per i consumatori, secondo i calcoli del Codacons, di circa due miliardi di euro. «Ci appelliamo a tutti gli operatori telefonici attivi in Italia perché riconoscano questa delibera come ragionevole e colgano l’ occasione per interrompere un braccio di ferro senza frontiere con consumatori, associazioni di consumatori, autorità di controllo e Parlamento che dura ormai oltre ogni ragionevole previsione», spiega Alessandro Mostaccio, segretario generale del Movimento Consumatori. L’ auspicio è che «inizi una nuova stagione all’ insegna del rispetto della concorrenza e dei clienti o sarà il segno che con un unico operatore pubblico in regime di monopolio stavamo molto, ma molto meglio». riproduzione riservata.

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