3 Febbraio 2011

>>>ANSA/ CRISI:CONSUMI GIU’ NEL 2010,MA 2011 INIZIA CON CALO CIG

 
CONFCOMMERCIO, DINAMICHE CONTENUTE; SACCONI, RIPRESA PRODUZIONE

 
 
           
            (ANSA) – ROMA, 3 FEB – Il 2010 si chiude con una nuova
frenata dei consumi: una contrazione che, secondo la stima di
Confcommercio, è dello 0,4%, dopo già il -0,6% del 2009. Ma
almeno il 2011 si apre con qualche segnale positivo, che arriva
dal mondo del lavoro: a gennaio infatti le ore di cassa
integrazione autorizzate dall’Inps sono calate del 25,5% su base
annua, e del 30,3% su base mensile.
   Nel solo mese di dicembre, secondo l’Indicatore dei Consumi
Confcommercio (ICC), gli acquisti si sono ridotti dello 0,5% in
termini tendenziali, a fronte del -0,9% di novembre, restando
invariati rispetto al mese precedente, a conferma di una
sostanziale stagnazione della domanda. "Il quadro economico
congiunturale si presenta ancora caratterizzato da dinamiche
produttive piuttosto contenute", commenta Confcommercio.
   Il comparto più dinamico si conferma quello delle
comunicazioni e Ict domestico (+2,7% nel 2010 e +2,4% a
dicembre). Vanno bene anche i beni e servizi per la cura della
persona (+0,9% nell’anno) e per la casa (grazie soprattutto alla
domanda in aumento di elettrodomestici e tv). In netta
diminuzione invece i beni e servizi per la mobilità (-8,7%
nell’anno e -14,1% a dicembre), su cui continua a pesare la
difficoltà della domanda di autovetture e motocicli.
   Unanime la reazione dei consumatori che parlando di
situazione allarmante per le famiglie. Adusbef e
Federconsumatori avvertono che i rincari nel 2011 ammonteranno a
1.164 euro e chiedono al Governo di intervenire attraverso una
detassazione per il reddito fisso e un ripresa degli
investimenti nei settori tecnologici. Il Codacons calcola che se
al calo dei consumi alimentari (-0,6% nel 2010) si sommano le
riduzioni di cibo verificatesi dal 2007 al 2010 risulta che le
famiglie italiane mangiano l’8,8% in meno di cibo rispetto a
prima.
   Sul fronte lavoro, invece, il 2011 si apre con il dato
positivo del calo a due cifre della cig: a gennaio sono state
chieste e autorizzate dall’Inps 60,3 milioni di ore di cassa
integrazione, un "calo significativo" che "conferma
clamorosamente una tendenza alla diminuzione della richiesta di
cig in atto dal giugno scorso". La flessione è generalizzata
per tutti e tre gli istituti e il calo più significativo
riguarda l’industria e l’artigianato (-31,6% rispetto a dicembre
2010) e il commercio (-36%). Si conferma anche la flessione
delle domande di disoccupazione e mobilità.
   I dati "confermano la ripresa della produzione, anche se
selettiva", commenta il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi,
sottolineando che le risorse disponibili per gli ammortizzatori
sociali, tarate peraltro sulle ipotesi peggiori, risultano ancor
più sufficienti" e "gli allarmismi risultano così del tutto
ingiustificati". Più cauti invece i sindacati. "C’é una
parte dell’economia, soprattutto quella legata alle grandi
imprese, che riprende, ma il problema resta la disoccupazione,
‘indicatore vero dell’andamento dell’economià", sottolinea il
leader della Cgil Susanna Camusso. Sulla stessa linea anche la
Cisl, con Giorgio Santini, che chiede strumenti per "superare
la pesante contraddizione di un elevato numero di cassintegrati
e disoccupati in un mercato del lavoro nel quale, nonostante la
crisi, moltissime figure professionali risultano di difficile
reperimento". (ANSA).

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