9 Novembre 2011

>>>ANSA/ BENZINA: GUERRA CIFRE SU SCIOPERO, NUOVO RECORD DIESEL

>>>ANSA/ BENZINA: GUERRA CIFRE SU SCIOPERO, NUOVO RECORD DIESEL  
PETROLIO SCENDE SU TIMORI DEBACLE ITALIA

 
 
           
            (ANSA) – ROMA, 9 NOV – La prima giornata di sciopero dei
benzinai termina con l’ennesima guerra di cifre tra chi la
serrata l’ha proclamata (Faib e Fegica) e chi (Figisc-Anisa) non
ha invece partecipato, fidandosi delle rassicurazioni del
governo. Le federazioni di Confesercenti e Cisl calcolano
un’adesione altissima, pari all’88% degli impianti, mentre i
gestori della Confcommercio, parlano di un vero e proprio ‘flop’
e sposano i dati delle compagnie petrolifere che indicano invece
una partecipazione limitata al 10-15%.
   "Il dato che emerge – affermano Fegica e Faib plaudendo a
quello che è a loro dire un vero successo – rappresenta la
dimostrazione solare di come non sia più consentito a nessuno
esimersi dal dare risposte concrete o prendere in giro i
cittadini a mezzo stampa. Ancora una volta, la categoria ha
offerto la risposta migliore e più decisa alle ciniche
speculazioni politiche e mediatiche del Governo", proseguono,
condannando la "palese corresponsabilità e saldatura" tra
petrolieri e ministero dello Sviluppo. Opposta la lettura della
Figisc, che indicando percentuali minime di adesione (al massimo
il 25% a Roma), sottolineano che "la stragrande maggioranza di
gestori ha compreso l’importante passo in avanti fatto per
risolvere la questione che era al centro della vertenza aperta
sul bonus fiscale".
   Intanto però, proprio mentre automobilisti e motociclisti
cercano i distributori aperti per fare rifornimento, i prezzi
salgono. Questa volta a toccare un nuovo record è stato il
diesel che, secondo le rilevazioni di Staffetta quotidiana, è
arrivato ad un massimo storico di 1,561 euro al litro. Un
rincaro che, secondo i consumatori di Adoc, Codacons, Movimento
Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori,
rappresenta, nel giorno dello sciopero, "la prova delle
speculazioni sulla pelle degli automobilisti".
   Gli aumenti dei listini potrebbero però per il momento
fermarsi qui. Il prezzo del petrolio ha subito un netto
contraccolpo sia a Londra che negli Stati Uniti, penalizzato dai
timori di un contagio in arrivo dall’Italia nel resto d’Europa.
Nel giorno della debacle dei titoli di Stato italiani e del
crollo di Piazza Affari per l’incertezza politica che regna nel
Paese e la necessità di immediate misure di austerity, il
greggio americano è infatti arrivato a perdere il 2% scendendo
sotto i 95 dollari al barile. Anche il Brent è sceso
pesantemente, arretrando di quasi 2 dollari a 113 dollari al
barile.
 

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