25 Ottobre 2011

>ANSA-FOCUS/ COMMERCIO: VENDITE AL PALO, CRISI SPINGE DISCOUNT

 
ISTAT, AD AGOSTO ALTRO CALO;FIDUCIA CONSUMATORI OTTOBRE A MINIMI

 
 
           
            (ANSA) – ROMA, 25 OTT – Lo stallo dei consumi prosegue, ad
agosto le vendite al dettaglio sono rimaste ferme a confronto
con luglio e sono calate dello 0,3% rispetto allo scorso anno.
Da quando è cominciata la crisi si sono accumulate così
perdite su perdite. Basti pensare che i ribassi consecutivi
registrati dall’Istat con agosto sono saliti a quattro.
   Gli italiani tengono, quindi, ben stretti i cordoni della
borsa e fanno concessioni solo per i prodotti della tavola. Il
settore alimentare, infatti, ha registrato una perfomance
positiva (+1,6%), dopo le flessioni dei mesi precedenti. Anche
se si cerca di risparmiare sulla qualità, con i discount che ne
approfittano mettendo a segno una decisa crescita (+3,5%). E se
si guarda alla fiducia dei consumatori è difficile immaginare
una ripresa delle domanda, visto che ad ottobre la fiducia dei
consumatori ha toccato il minimo da luglio 2008.
    Il mese di agosto è stato particolarmente negativo per
tutto il comparto del ‘non food’ (-1,2%) con le vendite in calo
per gli elettrodomestici, comprese le tv (-2,5%), per i tanto
"amati" cellulari (-2,9% insieme a pc e console); ancora
peggio vanno gli affari per calzature e borse (-4,8%) e per
dischi e strumenti musicali (-7,3%).
   La gelata dei consumi di agosto ha colpito soprattutto i
piccoli negozi di quartiere, le botteghe, gli empori (-0,9%),
mentre la grande distribuzione è riuscita a ottenere un
risultato positivo (+0,5%), proprio grazie alla spinta che è
arrivata dai discount. Ma i rialzi segnati dal low cost non
rassicurano consumatori e commercianti, anche perché già a
settembre si inizieranno a scontare i primi effetti dell’aumento
dell’Iva.
   L’Ufficio studi della Confcommercio parla di "un corto
circuito" tra fiducia e consumi che ad agosto porta a "una
stagnazione" con "una modesta flessione della spesa in termini
reali". D’altra parte l’associazione fa sapere che nei primi
nove mesi dell’anno sono stati persi 23 mila esercizi. Sulla
stessa linea la Confesercenti che prevede entro la fine del 2011
la chiusura di 65 mila negozi. Secondo Federdistribuzione ormai
per quest’anno la diminuzione dei consumi appare come "un
fenomeno inarrestabile". Reazioni preoccupate ai dati
dell’Istat arrivano da Codacons, Adiconsum, Federconsuamtori e
Adusbef. E perfino le organizzazioni degli agricoltori,
nonostante il buon andamento dell’alimentare, non commentano
positivamente i dati: la Cia evidenzia come il dato su cibo e
bevande sia stato gonfiato dalla stagione delle ferie estive;
mentre la Coldiretti teme un vero e proprio crac per i negozi
tradizionali.
(ANSA).
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this