22 Aprile 2006

Greggio record a 75 dollari Confcommercio: stangata di 230 euro

ROMA Il petrolio segna un nuovo record storico al mercato di New York toccando i 75 dollari al barile, mettendo in fibrillazione non solo le imprese ma le stesse famiglie. L`allarme-rosso arriva dalla Confcommercio secondo la quale il caro-petrolio si tradurrà nel 2006 in una stangata da 230 euro per nucleo familiare. La situazione, mentre il greggio corre pericolosamente verso gli 80 dollari, potrebbe ridurre la spesa delle famiglie per gli altri acquisti, mettendo in ginocchio molte aziende. Da qui, l`urgenza di un confronto tra le parti sociali e governo per sterilizzare gli aumenti, anche attraverso la leva fiscale. La Confcommercio sottolinea che le impennate del greggio, potrebbero trasformarsi in un elemento strutturale, con la conseguenza, nell`attuale situazione di domanda debole, di compromettere l`operatività di molte imprese. “Le famiglie e le imprese italiane – rilevano i commercianti – hanno già in parte pagato le conseguenze di questi aumenti. Infatti, nel solo 2005, anno in cui in media il costo del barile ha superato i 55 dollari (dai 38 del 2004), ogni famiglia ha speso per il caro-energia 210 euro. Intanto le vendite al dettaglio nel mese di febbraio 2006 sono aumentate dell`1,5% rispetto allo stesso mese del 2005 e, su base destagionalizzata, dello 0,1%. Secondo la Confcommercio il calo del fatturato, determinato esclusivamente dal comparto non alimentare (-1,7% tendenziale) che pesa per circa l`80% sul totale delle vendite “vanifica, di fatto, la crescita del segmento alimentare (+1,6% rispetto a febbraio 2005)“. Per il Codacons i dati dimostrano “la crisi delle famiglie e il ristagno dei consumi. Una situazione destinata a peggiorare nei prossimi mesi, a causa del caro-petrolio“. Più ottimista il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi che giudica positivamente i dati Istat sulle vendite al dettaglio. “Buone nuove – commenta – anche se il saldo commerciale conferma la necessità di diversificare le fonti energetiche a partire dagli investimenti del nucleare. Le notizie, sconfessano il disfattismo propagato a piene mani con il concorso perfino di qualche ambiente confindustriale“.

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