26 Settembre 2001

Gli italiani temono i «rincari da euro»

STUDIO CONFCOMMERCIO-CIRM SUL PROSSIMO CAMBIO DI VALUTA: ANCORA SCARSA L?INFORMAZIONE DEI CONSUMATORI
Gli italiani temono i «rincari da euro»

IERI, mentre il conto alla rovescia per la moneta unica segnava -98, commercianti e consumatori hanno fatto il punto su timori e aspettative generati da questo passaggio storico. La Confcommercio ha battezzato la giornata «Euroday» ed ha presentato i risultati di un sondaggio, condotto con il Cirm, da cui emerge un sostanziale ritardo, sia fra i cittadini sia fra gli operatori del commercio, in fatto di preparazione alla moneta unica. Una situazione evidentemente nota al governo, visto che la commissione di palazzo Chigi per l`euro, presieduta dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, al suo debutto ha annunciato che nelle prossime settimane partirà una campagna d`informazione nazionale straordinaria sull`introduzione della moneta unica. E, mentre il vicedirettore generale della Banca d`Italia Antonio Finocchiaro, rilancia l?allarme-falsari invitando a non accettare banconote in euro prima del primo gennaio perchè potrebbero essere contraffatte, il direttore generale dell`Abi, Giuseppe Zadra, assicura che le banche non aumenteranno le commissioni sulle operazioni fino al 28 febbraio 2002 e che, dopo questa data, il movimento di questi costi seguirà il mercato. Ma, stando all?indagine Confcommercio-Cirm, solo il 52 per cento degli italiani sa quante lire vale l?euro, quasi nessuno sa come devono essere effettuati gli arrotondamenti e una buona metà della popolazione prevede un aumento generalizzato delle tariffe pubbliche. Inoltre il 62 per cento degli intervistati non si aspetta vantaggi economici e il 17 per cento teme addirittura un peggioramento della situazione. Per quanto riguarda gli arrotondamenti di prezzi e tariffe il CODACONS ha preparato un prontuario: non ci dovranno essere variazioni di spesa sui conti correnti e sulle bollette, così come non dovranno esserci aumenti nei contratti, nè ritocchi alle pensioni. Probabili, invece, arrotondamenti verso l?alto per i biglietti dei trasporti urbani, i parcheggi, il prezzo dei quotidiani, ma il fronte più critico, per i consumatori è quello della spesa alimentare, visto che in questo settore i prezzi sono fissati dal negoziante, il quale sceglierà l`arrotondamento che più gli conviene. «Se questo accadrà, però, sarà come realizzare la più grande campagna di comunicazione contro l`euro e contro l`Europa», avverte il procuratore generale di Cittadinanzattiva, Giustino Trincia. E il ministro del Welfare, Roberto Maroni, per evitare di penalizzare i consumatori e di rischiare una contrazione dei consumi una volta introdotto l`euro, suggerisce di varare, soprattutto per le fasce più deboli, una carta di credito senza costi nè commissioni. Dalla parte dei negozianti il presidente della Confcommercio, Sergio Billè, sottolinea: «Il passaggio alla moneta unica comporta un consistente fardello di costi per il sistema del commercio, dallo 0,3 per cento del fatturato per le grandi imprese di distribuzione fino al 2 per cento per i piccoli esercizi. E?necessario ridurre questi oneri, in primo luogo con il taglio dei costi burocratici».

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