3 Novembre 2007

GASOLIO SENZA FRENI: SFONDATA QUOTA 1,25

Gasolio senza freni: sfondata quota 1,25
I petrolieri: visto il prezzo del brent, rialzi moderati
I consumatori: batosta da 6 euro in più a pieno

Diesel a prezzi record: per la prima volta ieri ha superato quota 1,25 euro al litro nei distributori italiani, arrivando a 1,253. Finora il prezzo più alto lo si era registrato il 6 maggio 2006, con una quotazione di 1,245. Ed è subito allarme tra i consumatori. In un anno l`aumento è stato del 10,6%. “Il 2 novembre del 2006 il gasolio costava mediamente 1,133 euro al litro. Con il record appena raggiunto in pratica ogni pieno costerà sei euro in più“ denuncia il Codacons. In un anno, calcolano Adusbef e Federconsumatori, per una famiglia la batosta per il caro-carburanti arriva a essere pari a 120 euro in più. Per renderci conto dell`ascesa inarrestabile del prezzo del diesel, è sufficiente pensare che oggi un litro di gasolio costa più di quanto costasse, un anno fa, un litro di benzina: 1,253 euro al litro contro 1,235. In Italia ha una macchina alimentata a gasolio un automobilista su tre. Il record di ieri arriva dopo una settimana di passione alle pompe di benzina. Se il 25 ottobre, infatti, il prezzo consigliato del gasolio, era di 1,229 euro/litro per tutti i marchi, il giorno successivo il contatore già segnava un prezzo di 1,234 per Agip e Total. E poi, giorno dopo giorno, il diesel è andato sempre più su: sabato 27 ottobre nuovi aumenti per quasi tutti i marchi, con Agip che vende un litro di gasolio a 1,238, Shell a 1,237 e Api-Ip, Erg, Esso, Totale e Tamoil 1,234. Ritocchi all`insù anche la domenica, fino ad arrivare al record di ieri di 1,253 registrato nel listino dell`Api-Ip, che ha aumentato anche il prezzo della verde, portandolo a 1,352 euro/litro. E non è detto che nei prossimi giorni i prezzi dei carburanti non vengano aumentati ancora. Di certo, ieri sera attorno alle 19,30 italiane, il brent (il greggio del mare del Nord sul quale si basano le quotazioni europee) ha raggiunto a sua volta un record, superando per la soglia di 92 dollari al barile (92,04). Sui mercati americani il petrolio ha superato i 96 dollari al barile. In realtà con queste quotazione, secondo gli esperti, ci sta andando pure bene. A compensare i rincari del petrolio (che viene venduto in dollari) c`è infatti l`euro forte che continua a prendere terreno sulla valuta americana. I consumatori ora chiedono l`intervento dell`Antitrust e della procura di Roma, “così come ha fatto sui prezzi della pasta, per verificare la presenza di speculazioni“. I petrolieri però non ci stanno e, ricordando i forti aumenti del petrolio sui mercati, rivendicano un comportamento “moderato“. “Rispetto all`andamento delle quotazioni dei prodotti sui mercati internazionali, l`aumento dei prezzi sul mercato interno è stato più moderato“ dicono dall`Unione petrolifera. La dimostrazione, insistono, viene proprio dai numeri: sul mercato di riferimento europeo, i prezzi di benzina e gasolio sono “saliti negli ultimi tempi di oltre 4 centesimi al litro, mentre in Italia gli adeguamenti dei prezzi industriali si sono limitati ad un incremento intorno agli 1,5 centesimi“. Non manca chi, come Luca Squeri, presidente della Figisc-Confcommercio, chiede un intervento diretto del governo sull`Iva: “La sterilizzi, il margine per farlo c`è. La differenza di introito tra il prezzo odierno di gasolio e benzina e quello di inizio anno genera un maggior introito di Iva pari a circa 2,5 centesimi di euro al litro. Su base annua è un miliardo di euro in più che confluisce nelle casse dello Stato, visto che si vendono circa 40 miliardi di litri di carburante all`anno“. In pratica – aggiunge Squeri – “è come se lo Stato introitasse un secondo tesoretto di un miliardo di euro“.

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