Frutta e verdura, aumenti ingiustificati
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fonte:
- La Provincia Pavese
ROMA. I fruttivendoli «stanno nuovamente speculando sui prezzi di frutta e verdura, prendendo come scusa neve e gelate». E’ la denuncia del Codacons, che ha rilevato sui banchi di vendita di Milano e Roma un rialzo dei prezzi tra il 5 ed il 10%. La denuncia dell’organizzazione in difesa dei consumatori è condivisa anche dalle associazioni degli agricoltori, la Coldiretti e la Cia. «In realtà, considerata la riduzione del prezzo del gasolio, determinante sia per il riscaldamento delle serre che per i costi di trasporto – osserva il Codacons – i prezzi dovrebbero addirittura scendere di almeno il 10%. Si tratta, quindi, dell’ennesima speculazione, come dimostra il fatto che ad aumentare sono anche i prodotti già raccolti da tempo, come le arance e le clementine le mele e le pere, ed i prodotti di provenienza estera (soprattutto kiwi). Ogni scusa, insomma, è buona per aumentare i prezzi: una volta è la siccità, poi la pioggia, oppure la neve, le gelate, la grandine…». Il Codacons chiede quindi a Mr prezzi e al ministro dello sviluppo economico Scajola di intervenire subito. L’associazione chiede, infine, al Parlamento di stabilire l’obbligo per i commercianti di indicare sia il prezzo al dettaglio che all’ingrosso, ossia non solo il tradizionale prezzo di vendita ma anche il prezzo pagato dal commerciante. Secondo la Coldiretti, «non appaiono giustificati rincari elevati e generalizzati» dei prodotti ortofrutticoli al consumo per effetto dell’abbassamento delle temperature. Di fronte alle «trappole del mercato in agguato», l’organizzazione suggerisce di verificare l’origine dei prodotti per essere sicuri della stagionalità, di preferire le produzioni locali e gli acquisti diretti dagli agricoltori, nei mercati e nei punti vendita specializzati. Il gelo, segnala la Cia, ha colpito il settore degli ortaggi, ma solo quelli nei campi a cielo aperto, dove le temperature rigide hanno messo a dura prova diverse coltivazioni: insalate, cicoria, broccoli, cavolfiori e carciofi. «Alla produzione si segnalano soltanto alcuni marginali incrementi di prezzo per alcuni colture (insalate, carciofi, radicchio, zucchine), che, però, dovrebbero portare ad aumenti di carattere fisiologico. Forti rincari – ribadisce la Cia – sarebbero alimentati unicamente da pure spinte speculative». «Allarmi senza fondamento». Così la Federazione italiana dettaglianti dell’alimentazione (Fida) di Confcommercio liquida la denuncia del Codacons. «Per il momento l’unico aumento che si registra è quello dei falsi allarmi che il Codacons lancia, con l’unico obiettivo di guadagnare un po’ di spazio sui giornali».
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