Frutta certificata, sapore sicuro
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fonte:
- Giornale di Brescia
Frutta certificata, sapore sicuro
Le associazioni dei consumatori annunciano controlli serrati in tutto il Paese
I controlli più serrati sulla provenienza e l?etichettatura di frutta e verdura vanno tutti a vantaggio dei consumatori. Ma di certo non sono una novità. Ne è convinto il direttore del mercato ortofrutticolo di Brescia, Marco Hrobat, dopo l?entrata in vigore del decreto legislativo che inasprisce le sanzioni per chi non rispetta le norme sancite dalla Unione Europea in merito alla qualità e alla commercializzazione di ortaggi e di frutta. «Già da diversi anni esiste la sanzione nel caso in cui la merce manchi di etichetta, o questa non indichi esattamente la provenienza, la categoria e il calibro, ovvero la dimensione, del frutto o dell?ortaggio» sostiene Hrobat «c?è però ancora molta ignoranza, anche negli operatori, che anche stamattina hanno chiesto informazioni in merito alle nuove disposizioni». L?etichetta oggi è una garanzia, anche se molte volte il consumatore deve solo fidarsi di quanto indicato. «Il problema riguarda poi anche altre questioni: sul mercato vi sono ad esempio partite di clementine spagnole confezionate in Italia e vendute nel nostro territorio come italiane, eludendo di fatto le normative di legge – spiega il direttore del mercato ortofrutticolo bresciano -. A livello di controlli vi sono ad esempio quelli della polizia annonaria, condotti già da tempo. Per specifiche etichette e per la qualità dei prodotti vi sono inoltre i controlli dell?Ice di Milano, che ha però due o tre regioni da attenzionare». Marco Hrobat presume che con la nuova disposizione di legge i controlli si faranno più serrati sia sulla vendita al dettaglio sia su quella all?ingrosso, ma al tempo stesso non si devono dimenticare i supermercati e la grande distribuzione, «dove mancano completamente i controlli». Al momento si sta provvedendo poi a realizzare un?enorme banca dati, nella quale inserire tutti gli operatori ortofrutticoli, realizzando così quella che si può definire una raccolta anagrafica completa, conoscendo tutti coloro che stanno commercializzando frutta e verdura. «In questo modo si ottiene una rintracciabilità più sicura che va a vantaggio della tranquillità dei consumatori». Ma l?attenzione per Hrobat è da rivolgere anche alle stesse etichette, ai dati che esse contengono, e alla loro correttezza». Giudizi positivi vengono espressi da più parti: finalmente – si sottolinea – sarà possibile acquistare i prodotti ortofrutticoli con più consapevolezza. A sostenerlo è in particolare la Coldiretti, secondo la quale «attraverso etichette chiare con la conoscenza dell?origine si può capire quali prodotti sono di stagione nel nostro Paese e quale è il momento migliore per acquistare le ciliegie, le pesche, l?uva da tavola, che evidentemente non sono presenti in Italia dodici mesi all?anno». Di conseguenza, sostiene l?organizzazione, si può anche comprendere se i frequenti aumenti dei prezzi al dettaglio sono realmente giustificati dal gelo e dal freddo o se invece riguardano anche prodotti importati che provengono da lontani Paesi caldi. Da parte delle associazioni dei consumatori giungono invece alcune note preoccupate: in particolare si lamenta che la nuova etichettatura di frutta e verdura è partita a rilento. L?«Intesa dei consumatori» ha infatti verificato, nelle principali città italiane, la presenza di tale carta d?identità sui prodotti ortofrutticoli e ha scoperto che sui banchi dei mercati appena il 20% dei venditori esibisce l?etichetta voluta dall?Unione Europea. L?«Intesa dei consumatori» – si legge in un comunicato – comprendendo la difficoltà iniziale di istituire tale carta d?identità, invita i commercianti ad adeguarsi, entro il termine di 10 giorni, alla nuova normativa. Decorsi i 10 giorni in caso di mancato rispetto delle nuove regole, le associazioni chiederanno l?intervento dei Nas.
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