25 Luglio 2013

FISCO: CONFCOMMERCIO, PESO TASSE REALE AL 54%, È AL TOP

FISCO: CONFCOMMERCIO, PESO TASSE REALE AL 54%, È AL TOP

CODACONS: IMPOSTE POCO PROGRESSIVE, VIOLATO L’ART. 53 DELLA COSTITUZIONE

GOVERNO LETTA RIDISEGNI SISTEMA TRIBUTARIO

 
Secondo lo studio reso noto oggi da Confcommercio, la pressione fiscale apparente, senza aumenti Iva, e’ al 44,6%, mentre quella effettiva, rispetto cioè al Pil emerso, è quest’anno al 54%, al top tra le economie avanzate.
Ma il dato più preoccupante, per il Codacons, è quello sulla progressività del nostro sistema tributario.  Secondo la Confcommercio l’Italia assume valori intermedi, cosa già anomala considerata la pressione fiscale record, ed ha un indice inferiore non solo a Svezia e Finlandia, ma addirittura Stati Uniti, Svizzera, Spagna, Portogallo, Lussemburgo, Austria ecc ecc.
Peraltro l’indice non considera gli effetti di imposte proporzionali come l’Iva, recentemente aumentata al 21%, che ovviamente mitiga la progressività delle imposte sui redditi personali.
Per il Codacons, insomma, la realtà è che in questi ultimi anni si è lasciata sostanzialmente ferma l’Irpef, l’unica imposta realmente progressiva o peggio ancora si è attenuata la sua progressività (a puro titolo di esempio dal 1992 al 1997 l’aliquota massima era al 51%, poi è scesa al 45,5, poi 45% e dal 2005 è al 43%, aliquota che negli anni ’80 era addirittura al 65%) e si è aumentata la quota di gettito derivante da Iva, acqua, imposte locali, rifiuti, trasporti, canone Rai, pedaggi autostradali, accise sui carburanti, multe, imposte di bollo ecc ecc, impoverendo in tal modo il ceto medio e aggravando le disparità sociali.
Una violazione palese dell’art.53 della Costituzione, secondo il quale bisognerebbe concorrere alle spese pubbliche in ragione della propria capacità contributiva ed il sistema tributario dovrebbe essere informato a criteri di progressività.
Ecco perché ora il Governo Letta non dovrebbe limitarsi a non aumentare l’Iva, fotografando la situazione esistente, ma dovrebbe ridisegnare il sistema tributario, in modo che, a parità di gettito  e pressione fiscale, si sposti la tassazione da chi ha finito i soldi a chi evade o campa di rendite. A puro titolo di esempio si ricorda che attualmente le rendite finanziarie sono tassate con un’aliquota, 20%,  tra le più basse d’Europa.

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