22 Dicembre 2011

Festività «magre»: la media delle spese tra i 100 e i 300 euro a famiglia  

Festività «magre»: la media delle spese tra i 100 e i 300 euro a famiglia
 

Sono pochi, pochissimi, gli italiani che quest’ anno spenderanno più di 1.000 euro per gli acquisti di Natale: uno su 100, mentre per la maggior parte dei cittadini (il 60,7% contro il 51,5% del 2010) il budget medio sarà tra i 100 e i 300 euro. È quanto emerge dall’ indagine sugli acquisti per i regali di Natale 2011 realizzata da Confcommercio in collaborazione con Format che porge un ritratto di italiani formiche, abbastanza saggi da risparmiare (il 47,9%) in vista dello shopping di Natale e di non ricorrere (il 99,5%) a prestiti per regali, di aspettare l’ occasione delle festività per comprare ciò che serve e di comprare per famiglia e amici e meno per se stessi. Secondo i dati, diminuisce anche la quota di chi spenderà tra i 300 euro ed i 500 euro, l’ 11,5%, mentre aumenta lievemente (il 23,9% contro il 22,3% dello scorso anno) chi per le spese riserverà meno di 100 euro. Il 59,2% pagherà in contanti, il resto con bancomat (20%) e carta di credito (20,7%). I meno «spendaccioni» saranno soprattutto i giovani tra i 18 ed i 34 anni e i residenti del Centro e del Sud Italia. Dall’ indagine emerge anche che un italiano su tre, nel 2011 aspetterà proprio questa settimana immediatamente precedente il Natale per comprare e che ,nella maggior parte dei casi, si approfitta delle festività per acquistare ciò che ci serve. Il 39,2% degli italiani infatti ha atteso il periodo natalizio per acquistare abbigliamento, il 28,6% per comprare giocattoli e giochi per bambini, il 24,9% per acquistare giochi. I principali destinatari dei regali del Natale sono i familiari, i parenti in generale e gli amici mentre coloro che acquisteranno regali per sè stessi sono pari al 47% in diminuzione del 5,5% rispetto al 2010. E d’ altronde, rilevano i consumatori, con l’ aria che tira non c’ è da scherzare. Quella attuale è «una situazione straordinaria a cui si deve rispondere con atti straordinari» dicono Adusbef e Federconsumatori che chiedono in vista del Natale «saldi e vendite promozionali completamente liberalizzate», visto che, secondo i conti fatti dalle due associazioni, debiti, mutui e rate varie assorbiranno l’ 80% delle tredicesime. In ogni caso però a Natale non si rinuncerà al buon cibo: ogni famiglia per Coldiretti spenderà circa 138 euro in più per le prelibatezze natalizie e le cose da mangiare fanno la parte del leone anche nella composizione dello shopping delle feste, secondo i dati di Confcommercio. Molto alta però anche la percentuale dei doni a contenuto tecnologico. Intanto il Codacons torna a lanciare l’ allarme. «Natale magro sul fronte delle vendite» dopo l’ ennesimo monitoraggio nelle principali città italiane. «Il dato peggiore è stato registrato a Roma – spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi – dove, rispetto allo scorso anno, si è registrato nell’ ultimo week-end un calo delle vendite record del 20% nel settore dell’ abbigliamento». Molto male – secondo il Codacons – anche il comparto della profumeria, dell’ estetica, dei prodotti per la casa e di tutta l’ oggettistica, settori dove la diminuzione degli acquisti da parte dei cittadini si aggira attorno al 15%. «I dati – dice Rienza – dimostrano un andamento dei consumi natalizi assolutamente peggiore rispetto alle nostre previsioni anche nelle altre città monitorate. A dimostrazione che la crisi economica si fa sentire sulle tasche delle famiglie, che per questo Natale hanno deciso di tirare la cinghia in previsione di mesi molto duri e di enormi sacrifici futuri. Ancora una volta la nostra richiesta di anticipare i saldi a dicembre non è stata accolta; il rischio è che ora nei primi mesi del 2012 migliaia di negozi saranno costretti a chiudere i battenti a causa della forte riduzione dei consumi». 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this