4 Novembre 2010

festival di sanremo

Gianni Morandi: «Voglio "Bella Ciao"» Ed è subito polemica

Il cantante, presenta il regolamento della gara e propone il brano per celebrare l’Unità d’Italia

(El. Ma.) Festival di Sanremo scalda i motori e per la prima volta i Big in gara porteranno sul palco due canzoni: una inedita e una edita, commemorativa dei 150 anni dell’Unità d’Italia, proposta dagli artisti in costumi dell’epoca, nella serata di giovedì 17 febbraio, a un mese dall’anniversario. Una decisione questa, voluta fortemente da Gianni Morandi che condurrà il Festival con belen ed Elisabetta Canalis, che ha scatenato un mare di reazioni di politici e personaggi dello spettacolo. La polemica è scoppiata in merito alla proposta di Morandi di fare cantare Bella Ciao, seguita, ma non avanzata da Morandi, da quella di far cantare anche Giovinezza… per par condicio.
«Vorrei che si cantasse Bella Ciao, lo vorrei molto, secondo me bisogna farlo e lo faremo», ha detto Gianni Morandi presentando il regolamento del Festival.
Un desiderio che, a suo avviso, sarà condiviso dai quattordici Big in gara, che interpreteranno canzoni della storia d’Italia: «sono certo che molti vorranno cantare questa canzone che nasce come inno delle mondine e che poi ha acquistato un altro senso. Sceglieremo insieme agli artisti quattordici canzoni storiche su temi che vanno dalla contestazione al dopo guerra ed al boom economico». Mazzi, che non esclude anche un brano come, L’Italia di Francesco De Gregori, ha spiegato: «costruiremo la serata insieme agli artisti per realizzare una serata incisiva». E alla fine di quella serata, Giovedì 17 febbraio, verrà comunicata e premiata l’esibizione più votata dal pubblico. Non è escluso, ha concluso Massi, che le canzoni storiche della serata evento saranno raccolte in un dc-testimonianza.
Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha visto con favore la proposta delle canzoni, includendo Giovinezza: «Basta con le code di paglia, le cantavano milioni di italiani. Bella ciao era la canzone delle mondine e Giovinezza quella dei goliardi», dice.
Tornando al regolamento, il giovedì verrà premiata l’esibizione più votata dal pubblico. Anche quest’anno sarà possibile scegliere il dialetto in alternativa all’italiano ed è confermato il meccanismo delle eliminazioni e del ripescaggio (i Big partono in 14 e arrivano a 10 nella serata finale; i Giovani partono in 8 e arrivano in 4 alla finale).
Ma cambierà il sistema di votazione, e soprattutto la "golden share", un’azione «correttiva», spiega Mazzi, legata al voto dai giornalisti della sala stampa. I quali nella prima fase della serata finale potranno far scalare d’imperio tre posizioni al Big scelto. Si stempera il peso del televoto, che però entrerà nelle serate con un tetto alle telefonate. Tornerà a votare l’Orchestra. E ancora: grande attenzione ai Giovani, che quest’anno avranno un format loro dedicato che parte oggi sul web (inviando le canzoni al sito di Sanremo). Le nove canzoni scelte, con i relativi video, saranno votate dal pubblico con il televoto. Non viene ripresa la serata dei superospiti di giovedì, sostituita dalla serata per i 150 anni, mentre è confermata la serata dei duetti del venerdì.
Il Codacons invece vorrebbe eliminare del tutto il televoto: «Il bilanciamento tra il televoto e i voti di giornalisti e orchestra non garantisce i telespettatori, anche così eventuali flussi anomali di televoti potrebbero alterare la classifica finale», ha detto il presidente Codacons Carlo Rienzi.
 

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