Fatture a 28 giorni, stop ai rimborsi delle compagnie
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fonte:
- La Verità
il consiglio di stato accoglie i ricorsi di telecom, wind, fastweb e vodafone. per 10 milioni di clienti giustizia rinviata al 2019
Con quattro sentenze depositate ieri, il Consiglio di Stato ha accolto i ricorsi presentati in via cautelare da Telecom, Wind, Vodafone e Fastweb sospendendo gli effetti della decisione del Tar del Lazio che intimava il ristoro entro fine anno dei clienti per la pratica della fatturazione a 28 giorni. Il ricorso è stato presentato contro l’ Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (e nei confronti di Altroconsumo, Federconsumatori, Codacons e Associazione movimento consumatori), l’ Agcom, che a ottobre aveva comminato una multa da 1,682 milioni di euro nei confronti di Tim, Fastweb e Vodafone, colpevoli di aver mostrato sui loro siti le offerte a quattro settimane nonostante già con un’ altra delibera fosse stato proibito di fatturare in quella finestra temporale. Le tre società di telecomunicazioni in questione hanno così fatto ricorso al Tar, il primo grado di giudizio della giustizia amministrativa. Il 21 novembre il Tar ha però annullato le multe inflitte dall’ Agcom confermando tuttavia l’ obbligo di rimborsare gli utenti entro il 31 dicembre. Ieri, la doccia fredda per i clienti. Il secondo grado della giustizia amministrativa ha deciso di «congelare» tutto fino a quando non saranno rese note le motivazioni della sentenza di primo grado dello scorso novembre da parte del Tar.Non si tratta dunque di uno stop definitivo ai rimborsi, ma di una sospensione. Una magra consolazione, in realtà, per i circa 10 milioni di utenti che aspettavano il rimborso (sono quelli di telefonia fissa o fisso-mobile con contratto attivo dal 23 giugno 2017) e che, al momento, non riceveranno nulla.Per gli utenti, si tratta dunque di attendere ancora. Il prossimo anno il Consiglio di Stato si pronuncerà sul diritto delle persone e delle aziende di ricevere il rimborso, e soprattutto a quanto ammonteranno le restituzioni dovute. Ad ogni modo, non sarà un’ attesa infinita: la sentenza arriverà al massimo entro il 31 marzo dell’ anno prossimo. Tutto iniziò tra il 2016 e il 2017, quando gli operatori (non solo di telefonia, ma anche le pay tv) diedero il via alle bollette a cadenza di 28 giorni. Per l’ Agcom gli operatori sarebbero dovuti tornare a bollette mensili già entro il 23 giugno del 2017. In effetti diversi operatori tornarono alla fatturazione mensile, peccato che, per sopperire al problema dei mancati introiti, abbiano comunicato agli utenti aumenti dell’ 8,6% su base annua. Proprio la differenza di ricavi che c’ è tra la tariffazione mensile e quella a 28 giorni. Anche su questa pratica le associazioni di consumatori da tempo si stanno dando battaglia. «Avevamo segnalato come alcune compagnie telefoniche, a seguito del divieto di inviare bollette ogni 28 giorni, avessero comunicato ai propri clienti aumenti delle tariffe praticamente identici», fanno sapere dal Codacons. «Se saranno accertati illeciti da parte dell’ Antitrust, avvieremo una class action contro le compagnie telefoniche per gli enormi danni economici prodotti agli utenti», sottolineano dall’ associazione.Ora tutto viene rimandato di tre mesi. Chi si aspettava di essere rimborsato è obbligato ad attendere. I rimborsi dovevano essere dati agli utenti sotto forma di giorni gratis per l’ utilizzo dei servizi: in poche parole, con la stessa cifra i servizi potevano essere usati per 30 giorni al mese, anziché 28. In ogni caso, insomma, i clienti non vedranno un centesimo.
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