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27 Giugno 2010

Farmacion-line:Ad alcuni articoli scaduti veniva semplicemente cambiata la data

Farmaci on-line: Ad alcuni articoli scaduti veniva semplicemente cambiata la data  «Spesso la merce richiesta e pagata non viene nemmeno consegnata»

 «Un italiano su sei ammette di aver comprato senza ricetta su Internet»
 La truffa on line dei farmaci miracolosi Italia seconda in Europa per acquisti su canali illeciti
 L’ allarme degli esperti: "Pericolosa la metà dei siti che vendono medicinali" 

  BORDIGHERA (Imperia) I numeri sono impressionanti. Centomila tra flaconi, fiale, bustine, bottiglie di medicinali e prodotti omeopatici. Tre milioni il valore complessivo della merce, ma è una cifra destinata a salire. Ventiquattro ore al massimo i tempi di guarigione garantiti per almeno 100 malattie, alcune anche serie. Questa la promessa, che ha fatto cadere nella trappola un numero incalcolabile di persone. Si vendevano miracoli via Internet tra la Francia e l’ Italia e a prezzi nemmeno del tutto modici. Miracoli, guarigioni lampo, ma anche farmaci «made in China» spesso scaduti e fatti ritornare attivi sostituendo semplicemente le date sulle etichette, composti da sostanze sconosciute, ora al vaglio dei tecnici dell’ Arpal. Qualche sostanza, si teme, potrebbe persino essere tossica. Altre, purtroppo, potrebbero essere, invece, a base di bile degli orsi tenuti segregati nelle terrificanti «fattorie della luna», da poco tornate legali nel paese della Grande Muraglia, dove i poveri plantigradi vengono fatti vivere tutta la vita in una gabbia con un sondino collegato alla bile che cola goccia a goccia. Una pratica abominevole. Quattro i denunciati a piede libero: due italiani e due francesi. La legge italiana non prevede l’ arresto, nemmeno in casi gravi come quello di vendita di farmaci potenzialmente pericolosi. L’ organizzazione criminale che aveva addentellati persino in Svizzera, è stata smantellata dai militari della Guardia di Finanza di Imperia, che avevano ricevuto segnalazioni da consumatori truffati. Stesse notizie che arrivavano anche dalla Francia. Dopo alcuni mesi di indagini, fatte di intercettazioni e lungo lavoro al computer, i finanzieri al comando del maggiore Marco Sandri l’ altra notte hanno fatto irruzione in un magazzino di Bordighera dove si trovavano stipati i prodotti pronti alla vendita. Il locale era in un’ anonima palazzina e ufficialmente rappresentava la sede di una società di spedizioni, nella quale lavoravano sei persone, due dei quali cittadini francesi. In realtà, non si spediva proprio nulla ma il magazzino serviva soltanto da deposito: il vero business, era rappresentato dalla messa in commercio abusiva dei medicinali miracolosi. La commercializzazione avveniva per lo più on-line e riguardava svariati prodotti, tra cui alcuni che garantivano, addirittura, la guarigione da più di 100 malattie in sole 24 ore. Altri medicinali assicuravano rimedi certi contro l’ obesità, gli stati infiammatori, le vene varicose, i reumatismi, l’ artrosi, artriti, cellulite, persino problemi epatici e gastrici. Uno di questi prodotti miracolosi sarebbe riuscito a combattere efficacemente le trombosi venose e tutti i problemi circolatori. Nel magazzino i militari hanno rinvenuto anche flaconi e tubetti privi di etichetta, rotoli di indicazioni da applicare sui medicinali, scatoloni contenenti farmaci non più utilizzabili su cui era riportata l’ indicazione «da cancellare scadenza». L’ organizzazione aveva pensato a tutto: nella finta società di spedizioni era attivo anche un «call center», dal quale si potevano eseguire ordini; l’ utenza telefonica era un numero svizzero che riconduceva a un Centro internazionale terapeutico, la cui sede risulta in Cina. In realtà, telefonando, rispondevano le persone che lavoravano all’ interno del magazzino di Bordighera, e che sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Sanremo. Secondo quanto accertato dai finanzieri, gli operatori del falso call-center, senza la minima qualifica medica, consigliavano persino il tipo di medicinale più appropriato per la patologia evidenziata dai clienti. Xanax L’ Alprazolam (nomi commerciali:Xanax, Frontal, Valeans, Mialin) è un ansiolitico: viene usato contro gli attacchi di panico e disturbi da ansia. Attenua la tachicardia, il senso di malessere e la sudorazione, ma deve esserne evitato l’ impiego prolungato oltre le due settimane perché il farmaco induce dipendenza. Viagra Il Viagra è usato sia chi è affetto da disfunzione erettile sia chi ha problemi psicologici che inibiscono il rapporto sessuale. La «pillola blu» fu scoperta per caso negli Stati Uniti: negli Anni 90 i ricercatori la usavano per curare disturbi cardiaci e per abbassare la pressione sanguigna. Il consumatore tipo del Viagra ha 54 anni e lo utilizza una volta alla settimana. Accade di tutto, ma proprio di tutto, nel mondo dei farmaci on-line. Si trovano medicine senza principi attivi, medicine con troppi principi attivi, altre con gesso, altre ancora con veleni. L’ ultima frontiera sono i prodotti per i palestrati: per rendere anche più gonfi i loro muscoli usano farmaci veterinari o anticoncezionali. Tutti rigorosamente acquistati in rete per non avere problemi di prescrizioni o di essere riconosciuti. Le cifre sono da capogiro, e comunque tutte sottostimate rispetto ad una realtà che sfugge ad ogni controllo. I Nas, i Nuclei antisofisticazione dei carabinieri, soltanto nei primi quattro mesi di quest’ anno hanno sequestrato un milione e 600mila dosi di farmaci illegali. Di questi, due su 10 sono farmaci contraffatti, e quindi venduti online. Cifre in rapida espansione: su questo sono d’ accordo tutti, dai Nas alle associazioni dei consumatori. «Il metodo – spiega il Codacons – utilizzato per attrarre acquirenti è lo spamming, ossia l’ invio indiscriminato di mail sulla posta elettronica degli utenti, con cui si pubblicizzano gli effetti miracolosi di tali prodotti, venduti a prezzi vantaggiosi e senza necessità di ricetta medica». In genere si tratta di prodotti innocui, al massimo del tutto privi di principi attivi. A volte però c’ è altro, sostanze dannose. E, spiega Annarosa Racca, presidente di Federfarma, «il consumatore che subirà un danno non potrà mai risalire al responsabile per chiedere il risarcimento». C’ è anche un altro aspetto da sottolineare: oltre a correre rischi per la salute acquistando farmaci online si commette un reato. L’ accusa è quella di incauto acquisto. Il ministro Fazio ha chiesto nei giorni scorsi di «accelerare in ambito europeo la discussione della direttiva per il contrasto alla vendita on-line di farmaci di dubbia composizione e potenzialmente dannosi per la salute». Non esiste infatti una normativa europea comune e questo rende meno efficaci le politiche di contrasto contro un fenomeno così subdolo, capace di coinvolgere quattro-cinque Stati dal ricevimento dell’ ordine di acquisto all’ invio a domicilio e provider che scompaiono nel giro di poche ore. Anche per questo motivo è difficile persino avere dati certi. Il Senato ha avviato un’ indagine conoscitiva mentre l’ Aifa (Agenzia italiana del farmaco) sostiene che «la percentuale di siti sospetti e illegali che spediscono farmaci di scarsa qualità, non autorizzati e contraffatti, sarebbe pari al 50% del totale». L’ altra metà, «in genere, risultano a loro volta del tutto falsi e dediti alla mera truffa informatica»: si paga per medicinali che non saranno mai recapitati e si rischia anche la clonazione della propria carta di credito. Aifa, ministero della Salute e Nas sono d’ accordo anche nel sottolineare che il fenomeno è per il momento piuttosto limitato in Italia, anche se in crescita. Ma un recente studio dell’ azienda farmaceutica Pfizer (quella che produce il Viagra) ha evidenziato come il nostro Paese sia al secondo posto in Europa, dopo la Germania, per acquisto di medicine attraverso canali illeciti, soprattutto via Internet, ma anche attraverso i viaggi all’ estero. Un fenomeno che vedrebbe coinvolto il 37% degli italiani, per un giro d’ affari annuo di oltre tre miliardi di euro, pari a un terzo del valore complessivo europeo del mercato dei farmaci contraffatti (10,5 miliardi). Dall’ indagine di Pfizer condotta a fine 2009 su 14 mila persone in 14 Paesi europei, emerge che un italiano su sei ammette di avere compiuto acquisti senza ricetta on-line e che uno su cinque ignora di mettere in questo modo a rischio la propria salute. L’ indagine non lo dice ma i Nas lo hanno capito dall’ ultima grande operazione che ha portato alla luce un traffico di migliaia di pasticche agli inizi di giugno: molti di loro sono giovani tra i 18 e i 25 anni.

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