Famiglie sempre più povere il risparmio crolla del 60%
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Trentino extra
ROMA. Crolla il risparmio delle famiglie italiane sceso negli ultimi vent’ anni del 60% mentre il livello dei prezzi è cresciuto del 50%. Nel contempo, l’ acquisto della casa, il «mattone», resta il bene rifugio per eccellenza. Secondo la Confcommercio, che ha diffuso un’ analisi basata su dati dell’ Istat, il risparmio complessivo delle famiglie si è ridotto di circa 20 miliardi di euro. Un esempio rende meglio la situazione. All’ inizio del periodo preso in esame, il 1990, per ogni 100 euro di reddito se ne risparmiavano 23, oggi non si riescono a mettere da parte nemmeno 10 euro. «Nello stesso periodo – commenta la Confcommercio – con un reddito disponibile stagnante e sostanzialmente invariato dal 1990 al 2010, il risparmio annuo pro capite, in termini reali, si è ridotto di quasi il 60% (circa 4000 euro nel 1990, 1700 nel 2010), un terzo delle famiglie italiane ritiene l’ investimento in immobili la principale forma di utilizzo soprattutto a fini cautelativi del surplus monetario». Fatti i calcoli, sono circa 20 miliardi di livello monetario di risparmio che mancano all’ appello mentre, fa osservare la Confcommercio, il livello dei prezzi è oggi più elevato del 50% rispetto all’ inizio degli anni Novanta. Per questo «la quantità di beni e servizi che si possono acquistare con il risparmio del 2010 è meno della metà di quanto si poteva acquistare con il risparmio del 1990. E non è solo una questione di livello dei prezzi». Secondo la Confcommercio sono due le cause della contrazione del risparmio. La prima è legata alla stagnazione del reddito disponibile, la seconda l’ invecchiamento della popolazione. Nonostante aumento degli abitanti e dell’ aspettativa di vita, la gravità della stagnazione, avverte la Confcommercio, si avverte proprio dalla caduta del risparmio. Sono dati, «per quanto molto preoccupanti in realtà troppo ottimistici». Lo afferma il Codacons secondo cui «il risparmio per gran parte delle famiglie italiane è ormai negativo, ossia bisogna attingere ai risparmi messi da parte negli anni passati per poter far fronte alle spese di tutti i giorni». Previsioni «sballate», insiste l’ organizzazione dei consumatori, perché il livello dei prezzi non è cresciuto del 50% ma è raddoppiato. Se la situazione è questa, commenta il deputato Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro, «dov’ è finita la scossa all’ economia promessa da Berlusconi e Tremonti? Ne hanno tanto parlato ma poi non abbiamo visto nessuna proposta, nessuna iniziativa. Anzi, il tema è scomparso dall’ agenda politica». Damiano denuncia «l’ impressionante contrazione dei risparmi privati che hanno agito come ammortizzatori sociali». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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