Famiglie: sale il reddito, ma potere d’ acquisto e risparmi sono ai minimi
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fonte:
- Il Gazzettino
ROMA – Il 2010 segna il ritorno alla crescita del reddito nominale degli italiani (+0,9%) dopo la caduta dell’ anno precedente. Ma, il potere d’ acquisto, cioè il reddito in termini reali, scende ancora (-0,6%), mettendo a segno il terzo calo consecutivo. Sono queste le cifre che emergono dal rapporto dell’ Istat. E la propensione a mettere da parte, che ha per lungo tempo caratterizzato l’ italiano tipo, in tempi di crisi crolla e nel 2010 tocca il suo minimo storico, pari al 12,1, il livello più basso dal 1990, data d’ inizio delle serie storiche dell’ istituto. Allo stesso tempo la spesa per consumi sale (+2,5%) e supera anche il rialzo del reddito. Ma dall’ ultimo trimestre dell’ anno arriva qualche segnale positivo e di riequilibrio. Negli ultimi tre mesi del 2010, infatti, oltre a una risalita decisa del reddito lordo disponibile (+2%), va anche meglio per il potere d’ acquisto, almeno a confronto con il trimestre precedente (+0,8%), mentre su base annua si registra ancora uno stallo. Sulla stessa linea il tasso di risparmio (12,4%) che riesce a recuperare. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, «si tratta ancora una volta, in un contesto che è stato e rimane difficile per molte famiglie italiana, di leggere la tendenza positiva al miglioramento». «Colpite soprattutto le famiglie più povere», il commento delle Acli. Esprimono preoccupazione i consumatori soprattutto per il calo del potere d’ acquisto che il Codacons sottolinea arriva «dopo il crollo del 3,1% registrato nel 2009». Sulla stessa linea Federconsumatori e Adusbef, che si dicono «non sorpresi». Dall’ altra parte la Confcommercio mette in guardia, senza una ripresa decisa gli italiani reagiranno con un "ulteriore ridimensionamento della quota di risparmio accantonata ogni anno e la riduzione dei consumi". Reazioni preoccupate giungono anche dai sindacati e dall’ opposizione (Idv e Pd).
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