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8 Aprile 2010

Famiglie in affanno, i consumi segnano ancora il passo

TORINO I consumi degli italiani segnano il passo, ovvero la via per il ritorno ai livelli pre-crisi non è ancora consolidata. Le famiglie fanno fatica ad uscire dalla crisi, a fronte di un recupero dei redditi modesto, e si «barcamenano», orientando gli acquisti da un settore all’ altro, a seconda delle esigenze più impellenti. E’ la fotografia che emerge dall’ indicatore dei consumi elaborato da Confcommercio, che registra a febbraio un aumento dell’ 1,4% in termini tendenziali (+1,4% i beni e +1,6% i servizi; ma il gennaio 2009 era un periodo contraddistinto da un dato fortemente negativo) e, rispetto a gennaio 2010, una flessione dello 0,5%. E va già bene, perché senza la voce «auto», il confronto su base annua sarebbe stato anch’ esso in rosso, con un -0,4%. Ancora i dati. Sui 12 mesi, i prodotti alimentari, le bevande e i tabacchi segnano una contrazione del 2,5% dei volumi acquistati rispetto allo stesso mese del 2009 (-1,9% il valore). Male anche gli articoli di abbigliamento e calzature, che mostrano una riduzione tendenziale dell’ 1,5% (-2,2% il valore), che aggrava la frenata dell’ 1,3% di gennaio. In calo, ma più contenuto, anche la domanda per i servizi di ristorazione e di alloggio, giù dello 0,6% annuo. Al contrario, anche a febbraio la componente più dinamica della domanda delle famiglie risulta quella dei beni e servizi per la mobilità, con un incremento del 14,3%. «Questo andamento continua ad essere determinato dall’ accresciuta domanda per autovetture da parte di persone fisiche, anche se – dice l’ indagine di Confcommercio – le prospettive a breve appaiono molto negative». Il crollo degli ordini di auto degli ultimi mesi, e l’ esaurimento del portafoglio ordini raccolto con i vecchi incentivi, non rinnovati, porta a prevedere un calo già da aprile del mercato delle quattro ruote. Tengono bene anche le tlc (+1,2% tendenziale) e i servizi ricreativi (+1,1%.), con i prodotti audiovisivi in spolvero. E crescono pure i beni e servizi per la cura alla persona (+0,7%), trainati dalla farmaceutica. Stabili quelli per la casa. Critiche le associazioni dei consumatori. Il Codacons propone «incentivi per l’ acquisto di prodotti alimentari: regalare del sugo a chi acquista una confezione da 1,5 Kg di spaghetti, purché abbiano, per 100 grammi di prodotto, chilocalorie inferiori a 250», piuttosto che «finti incentivi» e chiede una politica dei redditi «seria»: se non si farà così, afferma l’ associazione, «non si potrà tornare ai livelli dei consumi pre-crisi fino al 2015». Per Adusbef e Federconsumatori si tratta di dati che «fanno giustizia delle tante mistificazioni a danno del Paese». I presidenti Elio Lannutti e Rosario Trefiletti insistono sulla detassazione per 1.200 euro alle famiglie a reddito fisso e la messa sotto controllo, anche con blocco, delle tariffe.

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