Famiglie caute, al palo i consumi
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
I consumi non ripartono. Che la causa vada ricercata nei prezzi troppo alti, come sostiene il Codacons, o nel clima appesantito dalle difficoltà dell’ economia e del mercato del lavoro, certo è che il 2010 non è iniziato bene per i consumi. Fanno eccezione i giochi e i concorsi a pronostico, gli unici ad aver registrato variazioni positive. A fornire questo quadro è l’ indicatore di Confcommercio che per gennaio segna un aumento dell’ 1,4% in termini tendenziali e un calo dello 0,3% sul mese precedente. Le famiglie sono prudenti mentre il clima di fiducia nelle imprese del commercio è in deciso peggioramento. La crescita dei prezzi dei beni e servizi che compongono l’ indicatore si è fermata allo 0,6%. Il dato riflette spiega Confcommercio la progressiva tendenza all’ aumento dei prezzi dei servizi a cui si è associata una moderata crescita della componente relativa ai beni, al cui interno risultano in sensibile aumento i carburanti. La domanda per beni e servizi ricreativi ha invece registrato, rispetto a gennaio del 2010, una diminuzione dello 0,3%. Continuano le difficoltà dialberghi e ristoranti che quest’ anno non potranno risollevarsi nemmeno grazie ai ponti visto che il 25 aprile cade di domenica, il 1?maggiodisabatoeil2giugno di mercoledì: il comparto ha avuto, in gennaio, una flessione dello 0,7% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Questo andamento continua ad essere determinato dalla maggiore domanda per autovetture e motocicli da parte di persone fisiche e dalla ripresa della spesa per i trasporti aerei. Gli articoli di abbigliamento e calzature hanno mostrato a gennaio una nuova riduzione della domanda ( 4,2%). Per il rilancio dei consumi il vero problema è che «i prezzi sono ancora troppo alti», sostiene il Codacons. Dai dati emerge che «a fronte di un calo consistente della domanda, i commercianti continuano imperterriti ad aumentare i prezzi, in barba alle leggi della domanda e dell’ offerta. Gli esempi più evidenti sono per i prodotti alimentari, calati a gennaio del 2,9% in termini di volumi acqui-stati, ma aumentati dell’ 1% rispetto alla dinamica dei prezzi ed abbigliamento e calzature, calati in termini quantitativi del 4,2%, ma, nonostante la contrazione record (avvenuta peraltro in periodo di saldi), aumentati di prezzo dello 0,2%. Il Codacons invita la Confcommercio a chiedere ai propri associati di ridurre i prezzi e di fare sconti veri, almeno pari al 20%, «unica via per invogliare le famiglie a tornare nei negozi e rilanciare, così, i consumi».
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