14 Aprile 2020

Fake dell’ epidemia scatenata dal 5G ma 5 sindaci fermano gli impianti

IL CASO Nico Casale Il potere dei social sovrasta la scienza. Succede nel salernitano, dove numerosi sindaci hanno ceduto di fronte ai timori, ingiustificati, che il 5G possa nuocere gravemente la salute. Si sono così schierati apertamente contro l’ installazione firmando delle ordinanze ad hoc, sottoscritte nonostante le teorie complottiste che circolano in rete siano ampiamente sbugiardate dalla comunità scientifica ufficiale che ha ribadito più volte l’ assenza di prove di dannosità del 5G e in generale delle onde elettromagnetiche emesse dalle antenne. Teorie complottiste che recentemente sono tornate alla ribalta con l’ emergenza sanitaria da coronavirus, sebbene i primi cittadini hanno escluso dagli atti il Covid-19, ma motivando la lor presa di posizione per avere dalla comunità scientifica le giuste rassicurazioni circa l’ impatto del 5G sulla salute delle persone. PRUDENZA Uno dei primi comuni a bloccare il 5G è stato Montecorvino Pugliano, il cui sindaco ha firmato un’ ordinanza nell’ ottobre scorso. Nel giro di poco tempo si sono aggiunti Baronissi, Castel San Giorgio, Mercato San Severino, Montecorice e Pellezzano. «La situazione non era ben chiara, e quando si parla di sperimentare, sono sempre scettico. Dico sì all’ innovazione, ma quella sana. Aspettiamo, quindi, c’ è tutto il tempo per poter studiare e verificare se faccia male o meno», evidenzia Alessandro Chiola, sindaco di Montecorvino Pugliano. Il primo cittadino di Baronissi, Gianfranco Valiante, chiarisce che «l’ atto arriva dopo un approfondimento fatto. Nessuna coincidenza. Non risulta alcuna consapevolezza scientifica in ordine all’ esclusione dei rischi e, quindi, chiediamo al mondo scientifico e al ministero della Salute se vi sono controindicazioni». Intanto, si dice pronto a «rivedere l’ ordinanza, se avrò garanzia totale che questa tecnologia garantisca la salute dei cittadini». A Pellezzano, Francesco Morra, ricordando che il problema è sorto per via della scadenza di un contratto per un’ antenna posizionata sul territorio comunale, e ribadisce di «non essere contro il 5G. Non voglio fermare la tecnologia, ma attendo le linee guida per avere maggiore sicurezza». A Mercato San Severino, Antonio Somma, vuole attendere «indicazioni chiare sul tasso incrementale dell’ impatto del 5G e, poi, ognuno valuterà. Nessun sindaco vuole bloccare un incremento del processo tecnologico, saremmo dei folli». Montecorice, invece, è stato inserito dall’ AgCom in una lista nazionale di centri pilota insieme ad altri 120 comuni, ma nell’ ordinanza firmata da Pierpaolo Piccirilli ne è vieta la sperimentazione. A Castel San Giorgio, la sindaca Paola Lanzara, nella sua ordinanza, richiama anche la nota della Provincia di Salerno del settembre dello scorso anno che trasmetteva l’ atto di diffida del Codacons inerente proprio «all’ installazione di nuovi impianti di telecomunicazione di quinta generazione (5G)». FAKE NEWS Intanto, mentre si allunga l’ elenco dei comuni che vietano la sperimentazione e l’ installazione del nuovo standard tecnologico per la telefonia mobile, nel regno Unito c’ è gente che ha creduto a una bufala sul coronavirus e ha incendiato le torri che trasmettono il segnale 5G. C’ è chi sostiene che le onde radio del 5G possano ridurre le difese del sistema immunitario; chi, invece, indica, senza specificarne le modalità, il 5G come un agevolatore diretto della diffusione del coronavirus. Teorie frutto della fantasia e bollate anche dall’ Osservatorio sulle fake-news dell’ Ordine dei giornalisti e Corecom. Ma c’ è anche chi smonta le teorie complottiste come l’ astronomo del Planetario di Milano e dell’ Osservatorio di Merate, Luca Perri, che lancia ai complottisti un messaggio: «Nella scienza funziona non funziona che qualcuno sgancia una teoria e sfida lo scienziato di turno a provargli di avere torto. Se voglio fare un’ affermazione posso farla, ma solo se ho le prove per supportarla. Altrimenti taccio». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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