3 Gennaio 2002

Euro: giornata di code e disagi

Euro: giornata di code e disagi
Nel primo giorno feriale dell`euro tutti in fila soprattutto in banca e negli uffici postali. A Napoli interviene la polizia per sedare gli animi davanti agli sportelli. Ancora poche le spese in euro.

NAPOLI ? Disagi annunciati per il primo giorno lavorativo dell?euro. Banche e uffici postali i luoghi maggiormente presi d?assalto dai cittadini desiderosi di possedere la nuova moneta o costretti a operazioni bancarie e postali per motivi di lavoro, ma problemi ci sono stati anche nelle stazioni ferroviarie e ai caselli autostradali. Nei negozi l`euo si è visto ancora poco: secondo i rilevamento compiuti nelle prime ore di apertura dei negozi da Confcommercio e Confesercenti, solo il 7-8% delle transazioni è avvenuta nella moneta unica. “Laddove il negoziante dà il resto in euro, l`acquirente si
imballa a contarlo, creando intoppi alla fila alla cassa. Così
– spiegano dalla task force euro della Confesercenti – la maggior parte degli esercenti preferisce ricorrere alla lira anche per i resti“. Il consiglio è di usare bancomat e carte di credito per i maggiori pagamenti, e per i più piccoli gli spiccioli in euro già contati.

Sul fronte dei disagi, oggi solo qualche intoppo a Milano, mentre a Roma gli sportelli degli uffici postali hanno visto code di cittadini infuriati per la lentezza delle operazioni.

Il primato delle tensioni provocate dall?euro in questa prima vera giornata di prova spetta però a Napoli dove si sono formate code lunghissime fin dall`apertura delle poste, con tanto di intervento di volanti della polizia per mantenere la calma.

A rendere la situazione critica è stato soprattutto il pagamento delle pensioni, in una città: a Napoli quasi il 70% dei pensionati riscuotono ancora in contanti.
Gli anziani hanno chiesto molti chiarimenti, spesso in un clima teso; i dipendenti, hanno cercato di rispondere alle domande ma con qualche incertezza e molti rallentamenti.

Alcuni sportelli hanno sospeso momentaneamente il servizio per le verifiche di cassa con l?inevitabile formazione di lunghissime code. Oltre 250 persone in attesa nella posta centrale di piazza Matteotti, mentre nell?ufficio postale della Galleria Umberto I la coda dei clienti in attesa proseguiva al freddo per alcuni metri fuori dei locali.

Altissime la tensione e il nervosismo tra gli utenti: in molti casi è stato necessario l?intervento della polizia per sedare gli animi.
La protesta più frequente è sul numero degli sportelli aperti. Forse colpevoli le feste, l?organico non è al completo ma un dirigente delle poste di piazza Matteotti afferma: ?Sono impegnati tutti i dipendenti addetti allo sportello abbiamo fatto il massimo, di più non si poteva?.

Anche la diffidenza nei confronti della nuova moneta ha giocato un ruolo fondamentale nei disagi.
Numerosi anziani, alle prese con l?euro hanno impegnato gli addetti agli sportelli in lunghe discussioni poiché si rifiutavano di accettare il pagamento in banconote sconosciute, pretendendo le vecchie lire rendendo i tempi tra un?operazione e l?altra estremamente lunghi.

Nonostante le spiegazioni degli impiegati poi, molti i malumori e le proteste. Non sempre, la decisione di accettare il pagamento in euro ha risolto il problema: una volta in possesso delle nuove banconote, molti anziani hanno preteso di ricontarle.

Disagi anche sul fronte dei trasporti ferrovari: lunghe code per acquistare i biglietti alla stazione di Roma Termini, oltre che per il normale traffico festivo, anche a per l`impossibilità, da parte di numerose agenzie di viaggio, di emettere o prenotare titoli di viaggio ferroviari. Le associazioni delle agenzie preannunciano una denuncia contro le Fs per aver fornito in grande ritardo il software necessario all`emissione dei biglietti in euro.

Intanto il Codacons ha deciso di denunciare la società Autostrade per le file ai caselli che si sono create in questi giorni. “Il pedaggio pagato dall`automobilista alla società autostradale è il corrispettivo contrattuale per la possibilità offertagli di potere viaggiare a una velocità maggiore – aggiunge il Codacons – rispetto a quanto è possibile fare sulle strade comuni. Sarebbe quindi corretto considerare che, in forza a un contratto concluso con gli automobilisti, la Società Autostrade si adoperasse perché gli stessi non siano costretti a subire molte ore di coda – conclude il Codacons – come invece è accaduto e accade“.

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