18 Febbraio 2003

Etichette anche su frutta e verdura

Etichette anche su frutta e verdura

Parte in affanno la legge dell`Unione Europea

Consumatori: sui mercati solo il 20% la rispetta




ROMA. Multe più care per produttori, grossisti e commercianti che vendono frutta e verdura senza pedigree. Per poter essere messi in vendita, i prodotti dell`orto devono infatti essere certificati. E da ieri è entrato in vigore l`obbligo di esporre il cartellino con l`identikit di mele, pere, spinaci, pomodori. La stretta sulla certificazione di provenienza e di categoria della frutta è dovuta all`entrata in vigore di un decreto legislativo che inasprisce le sanzioni per chi non rispetta le norme dell`Unione europea.
L`obbligo deriva dall`articolo 6 del regolamento dell` Unione Europea Ce 2200/96 nel quale si stabilisce che, nella fase di vendita, le indicazioni previste per l`etichettatura siano presentate in modo chiaro e leggibile (identificazione, natura del prodotto, origine del prodotto, caratteristiche commerciali). Multe quindi più salate, da 550 a 15.500 euro, per le verdure e la frutta clandestine, di provenienza incerta o prive di informazioni corrette. Oltre al prezzo e all`origine, il cartellino deve prevedere anche la varietà (ad sempio mele golden, stark o annurca), nonchè la categoria: 1 se la merce è migliore, 2 se lo è un pò meno, 3 nel caso di prodotti colpiti da eventi atmosferici negativi. E ancora, i consumatori troveranno notizie anche sul calibro (grandezza), e la maculazione. A dover essere etichettati sono sia i prodotti venduti sfusi sia quelli confezionati. Ma secondo le associazioni dei consumatori – Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc – solo il 20 per cento dei banchi del mercato esibisce l`etichetta. Per questo, se entro 10 giorni i venditori non si adegueranno, le associazioni chiederanno l`intervento dei carabinieri dei Nas. Per l`intesa dei consumatori, «è difficile accertare la veridicità delle informazioni fornite dall`etichetta. Infatti il dettagliante dovrebbe conservare tutta la documentazione relativa».
Finalmente sarà possibile acquistare i prodotti ortofrutticoli con più consapevolezza. A sostenerlo è la Coldiretti, secondo la quale «attraverso etichette chiare con la conoscenza dell`origine si può capire quali prodotti sono di stagione nel nostro Paese e quale è il momento migliore per acquistare le ciliegie, le pesche, l`uva da tavola, che evidentemente non sono presenti in Italia dodici mesi all`anno». Di conseguenza, sostiene l`organizzazione, si può anche comprendere se i frequenti aumenti dei prezzi al dettaglio sono realmente giustificati dal gelo e dal freddo o se invece riguardano anche prodotti importati.
Avvio, ma ancora in modo un po` confuso: è quanto sottolinea la Confagricoltura. Il meccanismo – aggiunge Confagricoltura che apprezza il provvedimento – superate le difficoltà di partenza si potrà rivelare utile e verrà incontro all`esigenza dei consumatori di avere una più corretta informazione su ciò che acquista e sulla sua provenienza.

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