15 Gennaio 2020

Etichette alimentari, Italia contro il Nutri-score: la differenza con il sistema a batteria

l’ etichetta con sistema a batteria punta a offrire una guida di lettura nutrizionale di ciascun componente presente all’ interno del prodotto.
I prodotti della dieta Mediterranea rischiano di essere fortemente penalizzati dalle etichette alimentari che adottano il Nutri-score, vale a dire il sistema a semaforo, contro cui si sono scagliate le associazioni di categoria. Dal Codacons alla Federalimentare, passando per la Coldiretti, tutti in Italia contestano l’ etichetta a semaforo e spingono per l’ adozione del sistema a batteria, attualmento allo studio dei ministeri dello Sviluppo economico, dell’ Agricoltura e della Salute. Secondo quanto dichiarato dalle associazioni italiane, il Nutri-score è discriminatorio, ingannevole e fuorviante, in particolare per i prodotti del made in Italy. La differenza tra Nutri-score e sistema a batteria Le etichette alimentari che adottano il Nutri-score presentano una sorta di semaforo con vari livelli: A (verde), B (verde chiaro), C (giallo), D (arancione), E (rosso). A ogni prodotto viene assegnata una precisa lettera, in base alle quantità di nutrienti contenute in 100 grammi. Le componenti più penalizzate sono calorie, sodio, zucchero e grassi saturi. Di contro, fanno accendere il semaforo verde o verde chiaro i prodotti che contengono frutta, verdura, proteine, fibre e noci. Le associazioni di categoria considerano le etichette alimentari con il Nutri-score troppo semplicistiche, con il rischio concreto che i consumatori non acquistino più i prodotti contrassegnati da un livello arancione o rosso a prescindere. Educare il consumatore dal punto di vista dell’ alimentazione L’ etichetta con sistema a batteria messa a punto nelle ultime settimane dai ministeri della Salute, dello Sviluppo economico e dell’ Agricoltura punta invece a offrire una guida di lettura nutrizionale di ciascun componente presente all’ interno del prodotto. A differenza del Nutri-score, la guida si basa su una singola porzione e non su 100 grammi. In questo modo, l’ etichetta italiana punta a educare il consumatore dal punto di vista dell’ alimentazione, offrendogli tutti gli strumenti necessari per prendere una decisione sulla bontà o meno del prodotto a seconda delle proprie esigenze.
chiara lanari

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