8 Aprile 2018

Etichettatura dei prodotti, firme contro il cibo falso

DI LUCIO MINGHELLI Tutto è partito da Bruxelles, che sull’ etichettatura non sempre ha una visione improntata alla trasparenza, e tutto tornerà nella capitale dell’ Europa, per difendere il diritto dei cittadini di essere informati sul cibo che consumano e per fare in modo che, da un sistema che indica correttamente l’ origine, anche le aziende agricole possano avere un riscontro in termini di redditività. E poi ci sono gli aspetti legati alla salute: un cibo di cui non si conosce l’ origine, quanto è sicuro? La battaglia #stopcibofalso, promossa da Coldiretti e da Campagna amica, punta a far sentire la voce degli agricoltori, dei cittadini e dei consumatori per chiedere all’ Unione Europea di indicare il Paese di origine o il luogo di provenienza dell’ ingrediente primario, quando è diverso da quello indicato per l’ alimento. L’ obiettivo è quello di raccogliere in tutta Italia 100mila firme entro la fine di aprile, per sensibilizzare il legislatore comunitario. Sostengono l’ appello #stopcibofalso anche ActionAid, Adusbef, Apab, Codacons, Federconsumatori, Focsiv, Fondazione UniVerde, Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu, Movimento consumatori, Slow food Italia. La raccolta di firme è approdata anche a Mantova, dove è già stata superata la soglia delle mille sottoscrizioni. Coldiretti Mantova e Campagna amica si sono mobilitate con eventi specifici o iniziative mirate a informare i cittadini. Anche la Dinamica generale Mantova, la squadra di pallacanestro simbolo della provincia, ha acconsentito di ospitare il gazebo di Coldiretti durante il campionato. A Mantova hanno firmato, tra gli altri, Vanni Sala, presidente della Fiera Millenaria di Gonzaga, avamposto espositivo dell’ agricoltura padana e della tradizione enogastronomica territoriale, e il vicesindaco di Mantova, Giovanni Buvoli. «Il 2018 è l’ Anno del cibo italiano – ricorda Erminia Comencini, direttore di Coldiretti Mantova – ed è anche per questo che Coldiretti Mantova e Campagna amica Mantova si sono mobilitate per la sottoscrizione del documento, coinvolgendo la rete degli agriturismi di Terranostra e il Movimento donne impresa». La raccolta di firme è anche online: www.stopcibofalso.coldiretti.it. La Commissione europea ha pubblicato una bozza di regolamento la cui applicazione è prevista a partire dal 1º aprile 2019. Questa bozza, pur affrontando finalmente il tema dell’ etichettatura, non fornisce una risposta alla richiesta di tutti quei cittadini che in diversi Paesi europei, tra i quali l’ Italia, hanno partecipato alle consultazioni pubbliche per ottenere maggiori informazioni sull’ origine degli alimenti e dell’ ingrediente primario in relazione ai prodotti trasformati. Nell’ attuale bozza di regolamento adottata dalla Commissione europea il consumatore non avrà diritto di conoscere il Paese di origine o il luogo di provenienza dell’ alimento e del suo ingrediente primario, se non quando sia l’ imprenditore a voler fornire tali informazioni. Inoltre, l’ imprenditore è libero di decidere se indicare l’ origine dell’ alimento e può anche scegliere il grado di precisione dell’ informazione circa la provenienza dell’ ingrediente primario (Ue- non Ue, area geografica compresa fra più Stati membri o Paesi terzi, Stato membro o Paese terzo). È libero, ancora, di non indicare l’ origine dell’ ingrediente primario anche quando abbia registrato un marchio che richiami l’ origine dell’ alimento o utilizzi un’ indicazione geografica protetta, dal momento che la bozza di regolamento non si applica né ai marchi registrati né alle indicazioni geografiche. Ancora, non risulta garantita l’ applicazione della normativa europea di settore che già prevede norme obbligatorie sull’ origine per alcune categorie di alimenti come il latte fresco, il miele, la frutta e gli ortaggi, il pesce, le carni bovine… Per queste ragioni, Coldiretti e Fondazione Campagna amica invitano il Parlamento europeo a esprimere il proprio parere sulle questioni sollevate e chiedono che in tutti i negoziati commerciali sia garantita, senza eccezioni, l’ effettiva indicazione dell’ origine degli alimenti e quella degli ingredienti primari, quando diversa da quella del prodotto finito. E in Italia? A livello nazionale è scattato l’ obbligo di indicare nell’ etichetta degli alimenti, la sede e l’ indirizzo dello stabilimento di produzione o di confezionamento, ai sensi del decreto legislativo 145 del 15 settembre 2017. Una norma per consentire di verificare se un alimento è stato prodotto o confezionato in Italia. L’ 84% dei consumatori ritiene fondamentale conoscere, oltre all’ origine degli ingredienti, anche il luogo in cui è avvenuto il processo di trasformazione. Valeria Vinciguerra (Campagna amica Mantova) con il presidente della Fiera di Gonzaga, Vanni Sala, mentre firma l’ appello contro il cibo falso.

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