8 Giugno 2005

Etichetta contro la delocalizzazione

Etichetta contro la delocalizzazione

Meggiolaro: «Promuovere il prodotto d`origine significa promuovere il nostro territorio»



Vicenza
Un milione di firme renderanno il latte più trasparente. A partire da ieri, infatti, le etichette del latte hanno un`indicazione in più: la provenienza del latte fresco impiegato per la produzione dell`alimento. Una garanzia che è frutto del “patto con il consumatore“ e dell`impegno di Coldiretti, che da tempo lavora affinché per tutte le produzioni alimentari sia indicata l`origine in etichetta. Dell`obbligo di indicazione in etichetta del riferimento territoriale di mungitura del latte, che è partito proprio ieri, si è parlato l`altro giorno nel salone Marzotto della Camera di commercio, alla presenza di Diego Meggiolaro, presidente provinciale Coldiretti, Achille Variati, vicepresidente del Consiglio regionale, Franco Conte, consulente legale del Codacons, Stefano Zocca, funzionario della Confcommercio vicentina e Gianni Pinton, presidente di Latterie Vicentine.

«Nel processo di rintracciabilità dei prodotti stabilito dal regolamento comunitario 178/2002», ha esordito Diego Meggiolaro, «il latte è il primo prodotto ad essere certificato. Qualità, sicurezza e trasparenza sono elementi che non possono essere ignorati dai produttori, specie da quando, con il mercato aperto, la competizione è sempre più pressante. Legare il prodotto alla terra di origine significa anche promuovere il territorio e contrastare la delocalizzazione. Non solo. Con l`etichettatura del latte si punta anche al rilancio del latte fresco italiano. E dalla settimana prossima i vicentini potranno andare a comprare il latte appena munto direttamente in stalla, nell`azienda Agricola Maino di Sandrigo».

Il sindaco Enrico Hllweck, come pediatra e nutrizionista, ha sottolineato l`importanza del latte nell`alimentazione infantile e i passi avanti fatti nel controllo dell`alimento. «Le centrali del latte, tra cui quella di Vicenza», ha commentato Hllweck, «avevano un ruolo fondamentale nel controllo e nella produzione del latte, ma oggi l`autocontrollo della industriale ha raggiunto livelli d`eccellenza tali da non rendere più necessario il controllo pubblico». Elogi alla Coldiretti sono arrivati anche dalla Regione: «La strada che si è aperta», ha commentato Achille Variati, «va nel senso della chiarezza e della trasparenza, perciò il consumatore viene messo nelle condizioni di scegliere con consapevolezza».

Luigino Disegna, amministratore delegato del CSQA di Thiene, primo ente ad aver ottenuto l`accreditamento per la certificazione, ha sottolineato l`importanza della norma entrata in vigore: «La direttiva da un lato stabilisce la storia e le caratteristiche del prodotto, dall`altro mira a risalire nella filiera attribuendo a ciascun soggetto le responsabilità del processo produttivo eseguito. Chi non si adegua è tenuto al pagamento di una sanzione amministrativa da 1600 a 9500 euro».



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