24 Febbraio 2010

È bufera sul televoto di Sanremo

Emanuele Filiberto replica alle critiche: «Allora fatemi fare il re». Forse Carlo Conti conduttore del 2011

«È STATA un’operazione fantastica verso un popolo idiota». Parola di Enzo Jacchetti. Ieri mattina ai microfoni di RadioDue il conduttore di Striscia non ha avuto peli sulla lingua nel bollare il responso del Festival come un abbaglio collettivo. Davanti allo scoop con cui "Avvenire" ha ricostruito cifra su cifra, percentuale su percentuale, il televoto di questo 60° Sanremo l’esito finale della gara offre infatti il fianco alle più varie interpretazioni. Un fatto solo affiora in tutta la sua evidenza; la "rivolta" dell’orchestra ha inciso in maniera decisiva sull’esito della gara. Come nota il quotidiano della Cei, infatti, alle 23.12 di sabato notte per il popolo dell’ sms Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici avevano vinto con 212.482 voti, pari al 32,95%. Poi però, nello scontro finale, il favore del televoto verso il trio patriottico è scemato sensibilmente, facendo convergere il grosso delle preferenze su Valerio Scanu.
A rivelarlo sono quei tabulati piovuti sulla scrivania di "Avvenire" da qualche anfratto Rai. Nonostante il giudizio contrario dell’orchestra, che valeva il 50 per cento di quelli globali, l’irresistibile ascesa di "Italia amore mio" era cominciata col televoto di giovedì, la sera dei ripescaggi, che aveva sentenziato: primo Valerio Scanu con 233.092 voti, secondi Pupo, Emanuele Filiberto e Canonici con 204.679 voti, terzi Nino D’Angelo e Maria Nazionale con 94.042 voti. Scanu e Trio riammessi in gara, quindi, nonostante la sonora bocciatura della giuria demoscopica della sera prima. Trionfo il venerdì con P & P, Pupo e Principe, primi al televoto grazie a 141.384 preferenze, secondo Scanu con 110.029 e terzo Marco Mengoni con 39.478. E veniamo alla serata di sabato. La scrematura dei concorrenti da 10 a 3 si svolge nella prima parte dello show. L’esito è legato al voto dei telespettatori controbilanciato al cinquanta per cento da quello degli orchestrali. Il televoto si apre alle 20.43 e si chiude alle 23.12. Responso plebiscito per il Trio, primissimo con 212.482 e il 32,95% di preferenze. Valerio Scanu è solo secondo con 135.588 voti, terzo Marco Mengoni che non va oltre 80.287 voti. A seguire Povia (61.125 voti), Arisa (37.069 voti), Irene Fornaciari e i Nomadi (36.210 voti), Noemi (23.089 voti), Malika Ayane (21.668 voti), Irene Grandi (18.358 voti), Simone Cristicchi (16.031 voti). Passano Pupo & Co., Scanu e Mengoni perché i professori dell’orchestra (e qui sta il primo mistero) col proprio giudizio non riescono a incidere su quello popolare. Scatta la protesta dei musicisti, qualche attempato fedelissimo del Trio se ne va a letto, il popolo di "Amici" si compatta a favore di Scanu; fatto sta che quando vengono azzerati i contatori del televoto per far partire la sfida finale i valori in campo non sono più gli stessi. Alle 23.39 e 52 secondi la Clerici apre la votazione decisiva, che chiuderà alle 00.32 e 58 secondi. In quei 53 minuti scarsi la corsa di P & P rallenta clamorosamente fermandosi a 213.866 voti (113.284 dai telefoni fissi e 100.582 dai cellulari), solo 1.384 in più, mentre il cantante sardo mette il turbo arrivando a 236.105 voti, 97.517 in più (56.066 dai telefoni fissi, 180.039 dai cellulari).
I messaggi rifiutati dai server, forse intasati da picchi di 15 mila chiamate al minuto nei momenti più concitati, i chiacchieratissimi "pacchetti" di numeri che i gestori telefonici venderebbero ai loro clienti più in vista (i call-center sono fuori gioco in questo tipo di votazioni perché dotati di numerosi apparecchi ma un solo centralino con un unico numero) gettano una pesante ombra sul televoto, che rimane però un grosso affare per la Rai. Secondo i tabulati di "Avvenire" in questo 60° Sanremo in totale sarebbero 3.606.950 i televoti: al costo di 0,75 euro a voto, fa un totale di 2.705.212,50 euro. La direzione di Raiuno precisa invece che i televoti sono 2.400.000 televoti, ridimensionando l’introito a 1.800.000 euro.
Tanti soldi comunque e una percentuale consistente di quel mercato da 70 milioni di euro che tra votazioni e indotto sembra essere diventato il televoto nella tv italiana. Un mercato ghiotto, di cui ai gestori va una quota tra il 40 e il 50 per cento e alle tv il 12-15, su cui ora pure la discografia (col presidente Fimi Enzo Mazza), avanza le sue rivendicazioni chiedendo una quota del 25 per cento dei proventi derivati da format musicali. Sanremo in testa.
Un tourbillon su cui, a seguito della denuncia del Codacons, la Guardia di Finanza potrebbe ora decidere di far luce dando il destro a Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici per il padre di tutti i colpi di scena: dichiararsi parte lesa.
E il principe intanto si concede una battuta per rispondere ai suoi detrattori che gli contestano le non certo obiettive doti di uomo di spettacolo: «Avete ragione al cento per cento, ma allora fatemi fare l’unica cosa che rimane: il Re». Ma poi sottolinea, in un articolo per "L’Opinione", che si tratta di una battuta «ma risponde a coloro i quali pensano dicono che chi si dedica allo spettacolo non può poi trattare di cose serie». Parlando di Sanremo, invece, Emanuele Filiberto aggiunge: «Non lamento alcun complotto da parte dei giurati».
E ieri sera la puntata di Porta a porta è stata tutta dedicata a lui – che venerdì tornerà ai "Raccomandati" con Pupo per la prima delle due puntate in più varate dalla Rai – , a Sanremo, ai dubbi sul televoto e alla clamorosa contestazione dell’orchestra.
C’erano tutti, nel salotto di Vespa: la Clerici, che ha detto che «i talent show sono le primarie della canzone», Pupo, che si è difeso dalle accuse di plagio della canzone "Over the Rainbow" di Judy Garland dicendo che «la canzone è citata solo i tre note nell’arrangiamento, non ci sono parole», e il direttore di Raiuno Mauro Mazza, che ha difeso il meccanismo del televoto, ma ammesso la necessità di trovare un miglior bilanciamento tra televoto e voto "tecnico" dell’orchestra, e ha parlato del prossimo conduttore di Sanremo: «Né Maria de Filippi né Gerry Scotti, ma sicuramente uno dei volti della Rai, che potrebbe essere Carlo Conti».

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