10 Febbraio 2020

Ecco come difendersi dagli addebiti fantasma nella telefonia mobile

il 2020 è iniziato con un rialzo diffuso delle bollette i servizi a pagamento sono una vera giungla
sandra riccio L’ anno appena passato ha portato rialzi diffusi nel costo della telefonia mobile. Nei mesi passati, oltre agli aumenti operati dai principali gruppi delle tlc nei propri piani tariffari, sono comparsi però anche nuovi costi-extra non richiesti che hanno portato a una rimodulazione silenziosa al rialzo del conto finale. Su uno di questi «rincari-trucco» è intervenuta la settimana scorsa l’ Agcom. L’ Autority di settore ha multato Tim, Vodafone e Wind Tre per circa 2 milioni. Nel mirino dell’ autorità è finita la pratica della modifica contrattuale operata dagli operatori in caso di credito esaurito. Nel concreto, se l’ utente di un contratto prepagato esauriva il proprio credito e non effettuava una ricarica per rinnovarlo, gli operatori multati, invece di bloccare il traffico, lo rendevano disponibile pur in assenza di una volontà espressa dall’ utente. Questo poteva quindi continuare a usare il suo smartphone, con un costo in più però. Molti, anche inconsapevolmente o involontariamente, invece di effettuare la ricarica hanno continuato a fare telefonate o a inviare sms e a navigare in rete, e hanno quindi pagato il prezzo di questa disponibilità sulla ricarica successiva. E’ solo una delle trappole ai danni dei consumatori. Le associazioni denunciano una lunga lista di costi occulti e servizi non richiesti che hanno aumentare la spesa finale delle famiglie sia per la telefonia mobile, sia per quella fissa. Si va dagli aumenti tariffari allo scadere del periodo promozionale, fino ai costi di richiamata nel caso che la rete di chi si sta chiamando sia occupata, alle notifica delle chiamate perse. Ci sono poi i costi da pagare per il servizio di segreteria telefonica mai richiesta oppure quelli per l’ uso del telefonino come modem per navigare in Internet o quelli per l’ antivirus. Alcuni operatori fanno pagare per conoscere il proprio credito residuo, altri chiedono una quota per disattivare i servizi non richiesti. Per le famiglie è difficile orientarsi. «Gli utenti si ritrovano in una vera e propria “giungla” telefonica, ed è difficile districarsi tra le varie offerte dei gestori, che spesso nascondono costi non indicati chiaramente alla clientela – dice il Codacons -. Quando si stipula un contratto telefonico, gli operatori tendono a sottolineare i vantaggi delle offerte ma omettono di dirci quali sono i vari costi inseriti nel piano tariffario, e quanto realmente pagheremo una volta terminata la promozione. Senza contare che quando si va in un punto vendita, l’ addetto tenderà a farci aderire alla promozione che l’ azienda gli ha detto di pubblicizzare, e non è detto sia quella più adatta alle nostre esigenze. Il consiglio è quello di confrontare le condizioni praticate dai vari gestori, leggendo attentamente le condizioni contrattuali, e chiedere da subito la disattivazione di servizi a pagamento non richiesti, che possono influire in modo non indifferente sulle nostre spese telefoniche». – © RIPRODUZIONE RISERVATA L’ Agcom ha recentemente multato i gestori del servizio per rincari con il trucco per 2 milioni.
sandra riccio

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