E i benzinai oggi incontrano Bersani
Ricariche, nessun rinvio: dal 5 marzo via i costi fissi
ROMA. Dal 5 marzo non sarà più possibile applicare i costi fissi sulle schede di ricarica dei cellulari. A riferirlo è il relatore al disegno di legge sulle liberalizzazioni Andrea Lulli: “La data di entrata in vigore della norma non si sposta e resta fissata al 5 marzo“. Il costo fisso sparirà anche per le altre prepagate per servizi televisivi e per Internet, anche se in un secondo tempo. Ma non solo. Un altro emendamento, sempre a firma del relatore, chiarisce che il termine di “60 giorni“ per l`entrata in vigore del comma 3 all`articolo 1 relativo alla possibilità di recesso dei contratti esistenti o al trasferimento dei contratti di adesione con operatori di telefonia, di reti televisive i internet, “non si applica“ al comma 1 che disciplina le novità sulle ricariche della carte prepagate. Del resto anche il ministro Pierluigi Bersani, artefice delle liberalizzazioni, ieri aveva annunciato che il governo non avrebbe cambiato idea. “Siamo fermi sulla nostra posizione. Abbiamo presentato una proposta molto precisa – ha detto Bersani – ora il parlamento valuterà“. “Siamo pienamente soddisfatti“, commenta il Codacons. “E` un`ottima notizia per i consumatori – afferma una nota presidente del Codacons, Carlo Rienzi – ora ci aspettiamo dal ministro un provvedimento che apra la strada alla restituzione di quanto pagato in più negli anni dagli utenti“. Anche l`Adoc esprime apprezzamento per la presa di posizione di Bersani, ma si dice insoddisfatta per “la cattiva informazione resa agli utenti“, portati a pensare che la cancellazione dei costi di ricarica fosse già avvenuta, data la natura immediata dei provvedimenti contenuti in un decreto. Per dare l`addio ai costi accessori alle schede pre-pagate per servizi televisivi e Internet bisognerà invece attendere le decisioni del Parlamento. Le misure, infatti, sono state introdotte con un emendamento che entrerà di fatto in vigore con il nuovo testo del dl, così come approvato dalle Camere. I 60 giorni che rappresentano il termine di approvazione del decreto da parte del Parlamento scadono nella prima settimana di aprile. Intanto oggi ci sarà un incontro tra il ministro e i benzinai che dovrà servire a scongiurare lo sciopero di quattro giorni indetto dalla categoria dal 27 febbraio al 2 marzo. I distributori chiedono che venga modificata quella parte del decreto sulle liberalizzazioni che li riguarda, come ha ribadito Roberto Di Vincenzo, della Fegica-Cisl, con un altro pacchetto di scioperi pronto per la fine di marzo nel caso in cui la vertenza continuasse.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TELEFONIA
