6 Gennaio 2002

E dopo le feste arrivano gli eurosaldi

E dopo le feste arrivano gli eurosaldi
Il 12 gennaio inizierà la stagione degli sconti. Il Codacons raccomanda attenzione e chiede che non abbiano limiti di tempo: “Comincino subito“. La Federabbigliamento: “Spendete e dimenticate la guerra“.

ROMA-E dopo l`euroentusiasmo, l`eurodelusione e l`euroepifania arriveranno gli eurosaldi. I commercianti sperano che sia eurodelirio e che la nuova moneta sia anche l`occasione per assuefare i consumatori a quello che Bruxelles ha infilato nei portafogli sottraendo le amate, sempre svalutate e ogni giorno più consunte lirette. A Roma l`inizio del maggior volume di spesa dell`anno, per quel che riguarda il settore dell`abbigliamento, è fissato per il prossimo 12 gennaio e per un massimo di 6 settimane consecutive. E siccome agli sconti si accompagnano di solito le raccomandazioni e le denunce delle associazioni dei consumatori, il Codacons richiede all`assessore al commercio Daniela Valentini che non venga posto nessun limite di date alle svendite. “ In nome della concorrenza e dei benefici per i consumatori – minaccia il coordinamento – chiediamo di iniziare subito i saldi senza limiti di tempo. Naturalmente è compito del Comune, controllare rigorosamente che dietro i saldi non si celino truffe ed inganni. Il compito delle amministrazioni è tutelare i consumatori, evitando frodi e garantire loro i prezzi piu` bassi possibile, non quello di limitare la concorrenza e le regole del mercato“.

I problemi comunque non si fermano alla teoria, al fatto che bisognerebbe evitare la “difesa delle corporazioni“ come arriva a dire il presidente del Codacons Carlo Rienzi, ma sono anche un po` più terreni e fonte di possibili confusioni per i cittadini. Chi dalla prossima settimana vorrà acquistare un paio di scarpesi potrebbe trovare, seciondo regola, con il rebus dei quattro prezzi: quello vecchio e quello scontato, entrambi espressi sia in euro che in lire. Anche se Confcommercio avverte che non è più obbligatorio per i commercianti esporre i prezzi anche in lire, facile che questo avvenga vista la poca abitudine al mille che vale un milione e al milione che è molto più del prezzo del cappotto firmato.

E anche se non si vuole scoraggiare quel compratore volenteroso, particolare e convinto da sempre che nel negozio che conosce lui risparmia “alla grande“ non si può evitare di spiegare quanto questo fischio d`inizio sia il primo banco di prova dopo quanto avvenuto l`11 settembre, con la recessione e la corsa al risparmio vista l`incertezza di un futuro di guerra. Renato Borghi, presidente di Federabbigliamento, l`organizzazione che associa oltre 30.000 negozi al dettaglio, esprime molto bene quanto è importante quel che accadrà e per questo si augura che “il settore possa recuperare rispetto all`andamento invernale, condizionato anche dall`incertezza dovuta alla crisi internazionale“.

Le associazioni dei consumatori intanto avvisano che non bisogna avventurarsi nella giungla dei cartelli in saldo se non si è muniti di un euro-convertitore, così da evitare euro-fregature.“ Il fatto che in diversi casi ci si trovera` di fronte a cartellini dei prezzi con 4 indicazioni, due in lire e due in euro – osserva il presidente dell`Aduc, Vincenzo Donvito – non aiuterà certamente a una scelta più serena e ragionata. Lo abbiamo già sperimentato nei primi giorni dell`anno con due indicazioni di prezzo, figuriamoci con quattro e soprattutto con commercianti che colgono qualunque occasione per ritoccare i prezzi al rialzo“. La palla a questo punto ripassa al Comune e alla task force che certamente metterà in campo per controllare che tutto proceda secondo regola.

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