17 Novembre 2020

E’ di nuovo emergenza consumi, a rischio l’atteso rimbalzo del pil nel 2021

 

di Francesca Gerosa E’ di nuovo emergenza consumi. A lanciare l’allarme è stata Confcommercio che ha stimato un calo, a ottobre, dei consumi dell’8,1%. Sono crollati i servizi ricreativi (-73,2%), gli alberghi (-60%), bar e ristoranti (-38%). Con il risultato che il pil del quarto trimestre è visto scendere di oltre il 4%. Viene pregiudicato, così, il rimbalzo statistico atteso per il 2021. Un’analisi della Coldiretti ha stimato che con l’Abruzzo in zona rossa sono saliti a
circa 280mila i bar, i ristoranti, le pizzerie e gli agriturismi chiusi per un crollo del 48% dei consumi fuori casa qurest’anno con una perdita di almeno 30 miliardi di fatturato.

“Dopo la forte ripresa registrata nel terzo trimestre, periodo che si era peraltro chiuso con alcuni segnali di indebolimento, a partire da ottobre la situazione congiunturale ha conosciuto un rapido deterioramento. Il riacutizzarsi della pandemia e l’avvio delle prime misure di contenimento hanno determinato per molte filiere produttive l’interruzione del lento e faticoso processo di ritorno a una situazione meno emergenziale”, ha spiegato Confcommercio.

Nel confronto annuo l’Icc di ottobre ha visto amplificarsi il divario rispetto ai livelli registrati nello stesso mese del 2019. La variazione si attesta, infatti, al -8,1% (-5,1% a settembre). Il rallentamento, seppur diffuso, ha interessato in misura più immediata e significativa la filiera del turismo, dei servizi per il tempo libero e i trasporti con riduzioni della domanda che si avvicinerebbero a quelle registrate a marzo.

Al contempo il deterioramento del contesto economico, associato all’acuirsi del clima d’incertezza, ha determinato un rapido peggioramento del pil. Per il mese di novembre si stima una riduzione del 7,7% su ottobre e del 12,1% nel confronto annuo. Le dinamiche registrate negli ultimi due mesi, “a meno di un eccezionale, ma improbabile, recupero a dicembre, portano a stimare preliminarmente una decrescita congiunturale del pil nel quarto trimestre superiore al 4%”.

Queste valutazioni, è stato comunque assicurato, non comporterebbero modifiche nella dinamica complessiva del pil per il 2020: tra il -9% e il -9,5%, grazie a un terzo trimestre decisamente più favorevole rispetto alle stime, ma implicherebbero un’entrata ben peggiore nel 2021, facendo svanire le più ottimistiche previsioni di rimbalzo statistico per l’anno prossimo.

“L’aggravarsi della pandemia e nuovi lockdown pesano sulla nostra economia già provata dalla crisi. Ne risentono i consumi e crescono i rischi per l’atteso rimbalzo del pil nel 2021. Preoccupa, inoltre, la stretta del credito imposta dalle nuove regole dell’Unione europea. Occorre una reazione più forte subito: indennizzi adeguati per le imprese e moratorie fiscali e creditizie. Nello stesso tempo chiediamo che legge di Bilancio e Piano di ripresa puntino sugli investimenti necessari a rimettere in moto produttività e crescita a vantaggio di più coesione sociale”, ha commentato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.

In effetti, nonostante i dati positivi del terzo trimestre 2020, con un pil cresciuto del 16,1% rispetto a quello precedente, tutti gli indicatori finora emersi ci dicono che già alla fine del terzo trimestre, ossia a settembre, il rimbalzo era già finito, ha osservato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori. La produzione industriale a settembre, secondo i dati Istat, è calata del 5,6% su agosto e le vendite al dettaglio dello 0,8%. “Ora i dati di ottobre di Confcommercio ci confermano che questo trend negativo è destinato ulteriormente a peggiorare, visto che il nuovo semi-lockdown è iniziato il 26 ottobre e solo dal 6 novembre sono ritornate le zone rosse”, ha proseguito Dona, domandandosi cosa accadrà a novembre quando sono scattate tutte le misure restrittive dei nuovi Dpcm.

Per il Codacons il Natale sarà un disastroso. “Nonostante i bonus a pioggia del Governo, l’attesa ripresa dei consumi non c’è stata e, al contrario, le famiglie continuano a tagliare la spesa, a causa delle situazione di emergenza che investe il paese e della grave incertezza sul futuro”, ha spiegato il presidente, Carlo Rienzi. “In tale contesto appaiono seriamente a rischio i consumi legati al Natale, su cui influiranno le limitazioni legate al Covid, la perdita di reddito subita da milioni di famiglie e il quadro di generale incertezza che regna in Italia”. In base alle stime dell’associazione, la spesa legata alle festività natalizie rischia al momento di crollare del 14,5% con una contrazione dei consumi per regali, addobbi, alimentari pari a 1,5 miliardi rispetto allo scorso anno; dati che potrebbero aggravarsi in caso di ulteriori restrizioni legate all’emergenza sanitaria. (riproduzione riservata)

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