5 Luglio 2011

“E chi viene più a fare benzina?”

«E chi viene più a fare benzina?». L’ aumento, tanto forte quanto improvviso, del prezzo dei carburanti ha gettato nel panico sia i distributori che gli automobilisti, costretti da ieri a condividere prezzi quasi insostenibili, dopo un rincaro delle accise che, nel giro di due giorni, è risultato essere di ben 6 centesimi al litro. Un colpo da ko per gli utenti di Napoli e della Campania, che già da anni pagano il massimo di imposta per compensare le storiche difficoltà di bilancio della Regione. Ieri la situazione nelle strade si è rivelata quasi imbarazzante: il prezzo della benzina ha toccato una media di 1,587 euro al litro, con punte massime che hanno superato anche gli 1,6 euro. Tantissimo, e non è andata molto meglio per chi possiede una macchina diesel, visto che il gasolio si è assestato su un costo medio di 1,470 euro al litro. Cifre record, dovute al terrificante uno-due deciso dal Governo nazionale, che aveva stabilito da tempo (a marzo scorso), un aumento delle accise di due centesimi al litro, oggi entrato sì in vigore, ma «arricchito» da un ulteriore rincaro di 4 centesimi deciso nell’ ultima settimana. Risultato, un aggravio complessivo di 6 centesimi al litro, deleterio sia per i gestori delle pompe che per i cittadini, sempre meno invogliati a fare il pieno. «Ci siamo trovati davanti ad aumenti improvvisi e inaspettati, che ci stanno mettendo enormemente in difficoltà – spiega Claudio Burani, funzionario della Figisc di Napoli, la branca di Confcommercio dedicata ai distributori di carburante – Questo 4+2 ha portato i carburanti ad un prezzo al litro francamente poco sostenibile, in primis per noi gestori e chiaramente per chi guida. Pochi anni fa per rifornire un distributore ci voleva molto meno, oggi siamo chiamati a variare i prezzi senza preavviso. E chiaramente i consumatori non sono contenti, tanto più che a Napoli la crisi economica è già fin troppo sentita». Peraltro in Campania l’ accise regionale è già da anni ai massimi livelli (una spesa aggiuntiva fissa di 25 millesimi di euro al litro, ndr), il che non rende gli automobilisti molto disposti a sopportare nuovi rincari. «Al momento il Governo nazionale tutela solo i petrolieri – dice ancora il rappresentante della Figisc, che a Napoli e provincia ha oltre 400 iscritti – se si continuerà così ci saranno sicuramente mobilitazioni, tanto degli operatori quanto degli utenti». Sulla stessa linea ci sono già le associazioni dei consumatori, disposte a radunare migliaia di auto per portarle sotto le sedi governative per protesta: «Faremo sentire la voce degli automobilisti infuriati – dicono dal Codacons – I proprietari di auto, infatti, sono letteralmente perseguitati dal Governo». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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