9 Dicembre 2008

E’ allarme per Natale, consumi in picchiata

 
Nelle grandi città vendite in calo, meno 20 per cento di acquisti

 
 
■ È crisi dei consumi natalizi,
specie nelle grandi città.
L’allarme viene dal Codacons,
che sottolinea come negli ultimi
�� giorni i negozi abbiano fatto
registrare «forti cali degli acquisti
a fronte di una presenza
massiccia di cittadini per le
strade e nei centri commerciali:
a soffrire sono soprattutto le
grandi città, ��oma e Milano in
testa, dove si registra un calo
delle vendite attorno al 20��».
«��uest’anno i cittadini stanno
ridimensionando fortemente il
budget da dedicare alle spese di
Natale», afferma il presidente
Codacons, Carlo ��ienzi. Secondo
le stime dell’associazione dei
consumatori, tra regali, addobbi
per la casa, acquisti alimentari,
ecc., «i cittadini non supereranno
la quota di 200 euro
procapite». Il Codacons torna
quindi a ribadire la richiesta di
incontro urgente con Berlusconi
e i ministri economici, al fine
di studiare provvedimenti ur- 3Lo shopping natalizio è in forte calo
genti per far riprendere i consumi
per le festività, in testa i
saldi anticipati al 1�� dicembre.
Anche per Adusbef e Federconsumatori
è necessario introdurre
interventi per invertire la
tendenza che vede una continua
contrazione dei consumi
nel periodi di Natale.
��LI ��SSER��������RI delle associazioni
sparsi in tutto il territorio
confermano infatti che i
negozi continuano ad essere
vuoti in tutte le città. «Siamo
perciò stanchi di personaggi
che gravitano in Confcommercio,
che mistificano la realtà e
lanciano improperi contro chi è
oltretutto danneggiato, solo
per fare eco alla propaganda
dei suoi storici e strutturali
amici di Governo», si legge in
un comunicato. Adusbef e Fed
e r c o n s u m a t o r i c h i e d o n o
quindi «maggiore serietà in un
momento di particolare delicatezza
che stanno attraversando
le famiglie italiane rimboccandosi
le maniche, superando
spiccate simpatie partitiche e
lavorando per soluzioni che ridiano
ossigeno alla domanda di
mercato». Le associazioni ritengono
necessario introdurre
una moratoria sui prezzi, «che
sembrano violare ogni legge di
mercato attraverso aumenti
non giustificati, e defiscalizzazione
per almeno 1.200 euro all’anno
devono essere i cardini
per una nuova manovra economica
». E ribadiscono le spese di
Natale si assesteranno a 6,�� miliardi
di euro «registrando un
tonfo notevolissimo di oltre
due miliardi rispetto agli anni
passati». ��a invece in controtendenza
Cesare Pambianchi,
presidente di Confcommercio
��oma, per il quale nella Capitale
«sono stati tre giorni di
soddisfazione»: «I negozi sono
pieni, e non solo di gente che
guarda ma anche di persone
che comprano». ■
 

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