Dopo la denuncia Codacons la proposta
-
fonte:
- Il Mattino
la proposta: verbali e sequestri
più severi, come quelli inflitti
a chi circola senza polizza
Il colonnello Carlo Schettini ci riprova. Dopo aver lanciato l?idea di sottrarre la patria potestà a tutti quei genitori incapaci di imporre ai propri figli l?uso del casco, nel disperato tentativo di convincere i centauri a rispettare le regole, ecco che il capo dei vigili moticiclisti offre un?altra soluzione. Quale? Il colonnello stavolta si rivolge direttamente al legislatore per chiedere di rendere più aspre le sanzioni nei confronti di chi viaggia a bordo dei mezzi a due ruote senza indossare il casco obbligatorio.
Ed ecco la novità: l?idea di Schettini sarebbe infatti quella di equiparare la pena prevista per i senza casco a quella inflitta a chi circola senza assicurazione. Che in altre parole vuol dire circa seicento euro di multa e il sequestro del mezzo che verrà restituito al proprietario solo dopo l?avvenuto pagamento della contravvenzione. «Già, perchè fino a quando chi viene fermato senza casco dovrà sborsare solo trenta euro, sarà difficile riuscire ad arginare il fenomeno». Il colonnello accusa «mamme e papà inadempienti e poco incisivi nell?educazione dei figli», se la prende con la scuola e con i docenti che «potrebbero fare molto di più dal punto di vista della prevenzione e dell?educazione alla legalità nel rispetto delle regole. Anche e soprattutto quelle del codice della strada». Poi, difende i vigili urbani: «Perchè non è vero che sono distratti. E non è vero che lavorano poco. E non è vero nemmeno che si fanno passare tutto sotto gli occhi senza intervenire».
Il capo dei motociclisti guarda le foto che immortalano i suoi colleghi colti a far finta di nulla mentre decine di motociclisti sfrecciano sotto i loro occhi senza casco e senza regole, e offre la sua spiegazione: «I vigili, quelli a piedi, sì quelli ritratti in queste foto, possono fare molto poco. Perchè? Semplice: provate voi a intimare l?alt a due ragazzi in motorino, senza casco, magari lungo la Riviera di Chiaia o in via Marina. Volete sapere che cosa succede? Nel 70 per cento dei casi non si fermano proprio, nell?altro 30 con il piede cercano anche di coprire il targhino per evitare che il vigile riesca a leggere i numeri e, dunque, a inviare a domicilio la contravvenzione. Ecco, questo è quello che accade. Ma nonostante tutto riusciamo comunque a registrare 280mila verbali all?anno. Gli unici che riescono ad esercitare un controllo concreto sono i motociclisti. Solo quando intervengono loro, pronti a inseguire e fermare chi fugge, si riesce ad ottenere qualche risultato. Ma è fin troppo chiaro che per esercitare un?azione a tappeto dovremmo disporre di centinaia di motociclisti. E così non è».
Intanto, è dell?altro giorno la denuncia del Codacons – nei confronti del sindaco Iervolino e del comandante della polizia municipale Candita – che si è rivolto direttamente alla Procura della Repubblica per chiedere di accertare «eventuali responsabilità in relazione all`insufficienza dei controlli sui ciclomotori e in particolare sull`uso del casco». L?associazione consumatori, però, e questo è un punto sul quale vigili e Codacons si dichiarano assolutamente d?accordo, ritiene che sia necessario il sequestro del mezzo ai trasgressori e, insieme, una denuncia da parte dei vigili che contestano l`infrazione per «attentato alla sicurezza dei trasporti e reati connessi all`abbandono di minore».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
-
Tags: candita, carlo schettini, casco, contravvenzione, iervolino, moto, Motorini, multa, sindaco, vigili urbani
