Diritto sulle spiagge, i bagnini cantano vittoria
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fonte:
- Il Resto del Carlino
«FERMO il diritto di passaggio su spiagge e scogliere, il terreno su cui ci sono insediamenti turistici come gli stabilimenti balneari sarà oggetto non più di concessione, ma di diritto di superficie; il ‘ prestito’ durerà 90 anni e il pagamento sarà annuo e determinato dall’ agenzia del territorio in base dei valori di mercato». E’ quanto stabilisce il decreto legge Sviluppo approvato ieri dal Consiglio dei ministri. In sostanza, chi prende in concessione un tratto di spiaggia può andare avanti a vita. Il presidente provinciale della Confcommercio e concessionario di spiaggia, Riccardo Tarantini, rimane positivamente sorpreso ed anche un po’ incredulo nell’ apprendere la notizia. Lui si aspettava che il Consiglio dei ministri affrontasse la questione del rinnovo delle concessioni, nel senso del superamento della norma dell’ Ue, che stabilisce la messa all’ asta delle concessioni stesse alla scadenza fissata al 2015, e che questa venisse prorogata almeno fino al 2030. Mai avrebbe pensato che il Consiglio dei ministri decidesse di concedere il diritto di superficie. «ERA quello che chiedevamo anni fa e che ci era stato detto non praticabile – commenta la notizia Tarantini -. Se fosse vero, ma non ho motivo per dubitarne, ne prendiamo atto non felicemente, ma di più. Sarebbe il primo atto del Governo a favore dei balneari dopo un anno di lotta. Il diritto di superficie per 90 anni, infatti, con un pagamento annuale dà l’ accesso ad un’ infinità di sicurezze. Un diritto lungo consente una prospettiva di tempo sufficiente per fare degli investimenti e creare lavoro. Speriamo solo che il diritto di superficie venga assegnato agli attuali bagnini, quindi non venga confermata la scadenza del 2015 per la messa all’ asta delle concessioni, per assegnarlo poi ai vincitori». LA DECISIONE del Governo, se da una parte ha reso felici i concessionari di spiaggia – che hanno vissuto gli ultimi mesi con lo spauracchio della direttiva Bolkestein dietro l’ angolo – dall’ altra ha provocato reazioni durissime da parte degli ambientalisti e dei consumatori. Secondo il Codacons, ad esempio, «concedendo il diritto di superficie sulle nostre coste per un periodo addirittura novantennale, si creano le premesse per un grande piano di cementificazione». Per Legambiente la norma sul diritto di superficie delle spiagge «di fatto privatizza il patrimonio costiero cedendolo a pochi soggetti più ricchi a scapito dell`intera cittadinanza». Ma Tremonti garantisce: «Nessuna vendita delle spiagge. La spiaggia resta pubblica».
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