9 Gennaio 2011

Diossina negli alimenti Fazio smorza l’allarme

«Importate quantità limitate e con l’etichettatura si può controllarle»

R imbalza anche in Italia l’allarme diossina scoppiato in Germania dove, dopo i test effettuati su tessuti di tre galline ovaiole, sono stati chiusi 4700 allevamenti per timore di contaminazione Ma il nostro ministro della Salute, Ferruccio Fazio, getta subito acqua sul fuoco. In Italia – ha spiegato Fazio – è stata importata dalla Germania «una quantità di uova limitate ma grazie all’etichettatura è possibile rintracciarle guardando il marchio di produzione e provenienza». Dunque, nessun allarme diossina da uova nel nostro Paese. Quanto al latte, Fazio ha detto che «è stata inviata una lettera ai produttori italiani che importano latte dalla Germania ricordando di effettuare controlli per la diossina », mentre saranno effettuati test a campione da Nas e Regioni in tutto lo Stivale. Il ministro ha infine annunciato che martedì e mercoledì a Bruxelles si terranno riunioni tecniche per la messa a punto delle modalità di controllo a campione. In sostanza, Fazio rassicura i consumatori sottolineando che latte, carne e uova nazionali sono e restano sicuri.
Le reazioni preoccupate e le richieste di misure drastiche, comunque, non mancano. Il presidente del Codacons Carlo Rienzi afferma in una nota che «sullo scandalo diossina in Germania non bastano le rassicurazioni del ministro della Salute Ferruccio Fazio. È indispensabile adottare misure anche estreme per tutelare la salute dei consumatori italiani come il blocco dell’import degli alimenti a rischio dalla Germania». Dal canto suo la Coldiretti sostiene che come già avviene per le uova, occorre estendere l’obbligo di indicare la provenienza in etichetta su tutti i prodotti, con la rapida approvazione del disegno di legge che dovrà essere discusso alla Camera per l’approvazione definitiva, dopo il consenso raccolto da tutti i gruppi parlamentari al Senato. Coldiretti ricorda che attualmente in Italia l’obbligo di indicare la provenienza è in vigore per carne bovina (dopo l’emergenza mucca pazza), pollo (dopo l’emergenza a- viaria), ortofrutta fresca, uova, miele, latte fresco, passata di pomodoro, extravergine di oliva, ma ancora molto resta da fare e l’etichetta è anonima per circa la metà della spesa dalla pasta ai succhi di frutta, dal latte a lunga conservazione ai formaggi, dalla carne di maiale ai salumi. Per questi prodotti comperare direttamente dai produttori agricoli e acquistare l’ampia gamma di formaggi e salumi Made in Italy a denominazione di origine protetta (Dop) che garantiscono l’origine nazionale della materia prima impiegati è – secondo la Coldiretti – una importante garanzia per i cittadini italiani.
La Confagricoltura, altra grande organizzazione di settore, sottolinea come «il caso-diossina che ha portato le autorità tedesche a chiudere precauzionalmente oltre 4700 aziende agricole in Germania, dimostra come siano fondamentali, ai fini della salute animale ed umana, una produzione di mangimi a componenti controllate ed un’agricoltura capace di abbinare quantità di rilevanza strategica ad un processo di scelte di qualità a 360 gradi, così come avviene in Italia». «Le nostre produzioni alimentari sono sottoposte a numerosi e approfonditi controlli – prosegue Confragricoltura – e sono tracciabili sia nella fase produttiva che di trasformazione e distribuzione; non sono da meno le razioni alimentari delle varie specie animali allevate, anch’esse ipercontrollate ». «I consumatori italiani – conclude l’Organizzazione degli imprenditori agricoli – possono scegliere su una gamma di produzioni nostrane ampia e sicuredal punto di vista sanitario e della qualità; in particolare è assicurata una tracciabilità assoluta di ogni uovo che è marchiato singolarmente».

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