Dieci miliardi per comprare i regali La speranza è un Natale anti-crisi
Daniela Laganà ROMA ADDIO austerità e ristrettezze. Se nel ‘Canto di Natale’ di Charles Dickens i festeggiamenti in grande stile arrivavano per un moto di generosità del protagonista Ebenezer Scrooge, per gli italiani l’ happy ending del 2015 sarà dovuto invece alla fine della crisi. Dopo sette anni di profondo rosso, infatti, tornano a crescere i consumi. È quanto emerge da uno studio di Confcommercio, secondo cui gli italiani spenderanno in media per i regali di Natale 166 euro a testa, il 5% in più dell’ anno scorso. In totale saranno ben 10 i miliardi derivanti dalle tredicesime (peraltro cresciute dell’ 1,2% rispetto al 2014) che andranno a rafforzare la crescita. «La ripresa si sta lentamente concretizzando e sta producendo i primi effetti tangibili sulle famiglie. La prudenza è d’ obbligo, ma questo potrebbe essere il primo Natale con il segno più», osserva il presidente dell’ associazione, Carlo Sangalli. CERTO il divario con l’ inizio della recessione resta notevole: nel 2009 la spesa per le strenne era superiore del 30%. Tuttavia per la maggioranza dei consumatori, gli acquisti delle feste tornano a essere un’ attività piacevole. E questo è «un indizio estremamente importante», spiega il direttore dell’ ufficio studi di Confcommercio, Mariano Bella, «perché, nei periodi di crisi, a molte persone fare i regali crea stress». Basti pensare che nel 2011 solo il 45,8% dimostrava di gradire lo shopping natalizio, mentre quest’ anno la quota sale al 52,5%. Scende poi il numero di coloro che aspetteranno gli ultimi giorni per gli acquisti: poco più di uno su tre, il 37,3% (-10% rispetto a 12 mesi fa). Gli italiani tornano quindi nei negozi, ma senza fare follie. Sette su dieci anzi dichiarano che anche questo sarà un Natale «molto dimesso», senza eccessi. La voglia di shopping deve fare anche i conti con il carico fiscale di fine anno che, tra Ici, Imu, Tasi, tasse sull’ auto e canone Rai, si mangerà un quinto della tredicesima, 7,9 miliardi su 39,4 complessivi. La mensilità natalizia contribuirà comunque a rilanciare i consumi aggiutivi di fine anno, che sfioreranno i 30 miliardi. NUMERI positivi su cui – secondo quanto rileva ancora Confcommercio sulla base dei dati del passato – non avranno alcun impatto i recenti attentati di Parigi. Se si esclude il comparto del turismo, che – come evidenzia invece il Codacons – resterà condizionato dall’ allerta terrorismo. E che l’ economia stia migliarando lo testimonia anche il rapporto Bes 2015 dell’ Istat, secondo cui «è possibile ma non semplice» che il Pil dell’ Italia si attesti al +0,9% nel 2015. Il miglioramento del mercato del lavoro (gli occupati tra i 20 e i 64 anni salgono al 59,9% nel 2014), l’ aumento del reddito disponibile (+0,7% nel 2013 e +0,1% nel 2014) e del potere d’ acquisto spingono il pedale dell’ ottimismo delle famiglie, che mettono sempre meno in atto strategie per il contenimento della spesa. Purtroppo il miglioramento non è uniforme e non tocca le classi più deboli della popolazione, i giovani e le zone più disagiate del Paese come il Mezzogiorno.
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