Dicembre, prezzi +2,3% ma +3% in tutto il 2012
ROMA A dicembre l’ inflazione rallenta per la terza volta e si ferma al 2,3%. Ma il raffreddamento dei prezzi a fine anno non riesce contenere il risultato per il 2012, che vede il tasso medio al 3%, aumento più alto dal 2008. Inoltre, il carrello della spesa, l’ insieme dei prodotti acquistati con maggiore frequenza, resta sopra il livello generale a dicembre e per l’ intero l’ anno. La lista delle uscite quotidiane, dal cibo ai carburanti, nel 2012 lievita del 4,3%, ai massimi da quattro anni. La rilevazione Istat conferma una doppia velocità, intensa nella media dell’ anno e fiacca negli ultimi mesi. In particolare, l’ Istat rivede dicembre al ribasso di un decimo di punto: che nel giro di poco tempo l’ inflazione è tornata agli inizi 2011. Il 2,3% è il tasso più basso da due anni. Alla base del calo di dicembre, la sfiammata dei carburanti, protagonisti dei rialzi in tutto il 2012. Nel dettaglio, a dicembre benzina -1,1% e gasolio per trasporto -0,6%. Su base annua benzina -8%, al minimo da novembre 2010, e gasolio -7,1. Il rallentamento in chiusura d’ anno non riesce a ridurre le crescite medie 2012 (+16% la benzina e +18,4% il gasolio). Gli ultimi dati Istat non rasserenano le associazioni dei consumatori, per Federconsumatori e Adusbef si tratta di valori sottostimati, almeno di fronte alle previsioni, che calcolano per il biennio 2012-2013 una stangata di 3.823 euro a famiglia. E per frenare i prezzi ritengono «fondamentale, prima di tutto, contrastare le evidenti speculazioni in atto da troppo tempo». Sulla stessa linea il Codacons che nota come l’ inflazione nel 2012 abbia «determinato una stangata invisibile che in media è pari a oltre cinque volte quella dell’ Imu sulla prima casa». I commercianti rilanciano l’ allarme consumi: per Confcommercio nel 2012 a spingere i prezzi non sono state solo energia e imposte ma anche «i continui aumenti» per i servizi pubblici, «fenomeni che hanno gravato pesantemente sui redditi delle famiglie insieme alla stagnazione delle retribuzioni reali, con la conseguente eccezionale contrazione dei consumi». Per Confesercenti nel 2013 la contrazione dei consumi potrebbe registrare un’ accelerazione. Preoccupati anche gli gricoltori: per Coldiretti «il 61% degli italiani ha tagliato il carrello della spesa a causa dell’ aumento dei prezzi e del crollo del potere d’ acquisto».
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