8 Marzo 2008

Dentista a rate e meno pane italiani sempre più al verde

Dentista a rate e meno pane italiani sempre più al verde

Il Codacons propone di indicare il triplo prezzo sugli alimenti: all`origine all`ingrosso e al dettaglio

Italiani con le tasche vuote e si fa sempre più fatica ad arrivare a fine mese. La fotografia dell`ultimo rapporto della Confcommercio sui consumi non lascia spazio all`ottimismo. “Stiamo vivendo il periodo peggiore degli ultimi tre anni e ci aspetta un anno nero“ conferma Mariano Bella, responsabile del centro studi. Pesante la contrazione dei consumi: -1,1 per cento rispetto al gennaio 2007, la maggiore variazione negativa dopo novembre (-0,9 per cento) e dicembre (-0,8 per cento). E questo condiziona pesantemente le abitudini delle famiglie. E così torna di moda il vecchio “tascapane“: portarsi il cibo in ufficio conviene e consente di risparmiare dai 5 ai 10 euro al giorno. Il carrello della spesa tra gli scaffali del supermercato piange (-2,5 per cento) e ai prodotti di marca si preferiscono quelli del discount. Meno carni e pesce, più uova e legumi. Crolla il consumo del pane (-6,3 per cento), delle verdure (-4,2 per cento), del vino (-4,6 per cento) e della carne (-3,1 per cento). “Si compra di meno ma, a causa dei rincari, si paga di più – sottolinea Coldiretti – perciò paradossalmente la spesa alimentare delle famiglie è cresciuta dell`1,2 per cento“. Caso emblematico il latte: dalla stalla alla tavola aumenta del 281 per cento! Si risparmia anche sul vestiario (-1,7 per cento). Addio agli abiti griffati, negozi vuoti, commesse a braccia conserte mentre tornano ad affollarsi i mercatini rionali alla ricerca di un paio di scarpe convenienti, di una giacca economica e di un pullover abbordabile. Ma gli italiani più poveri rinunciano anche al dentista e, se proprio non possono farne a meno, lo pagano a rate. “Anche il credito al consumo per spese mediche è in crescita“ fanno sapere dalla Confcommercio. In uno scenario così nero soffrono naturalmente i consumi per beni e servizi ricreativi (-5,5 per cento). Si rinuncia al cinema e al teatro, in molti casi alla palestra, al tennis o al calcetto, ma non ai profumi e alle creme di bellezza. Il tempo libero si trascorre a casa davanti al piccolo schermo. Sarà per questo che il consumo di cd e dvd segna un dato in controtendenza (+1,8 per cento) insieme a tutto il settore delle telecomunicazioni (+7,7 per cento). “Gli italiani non sanno rinunciare al cellulare – precisa Mariano Bella – è diventato indispensabile al pari dei tradizionali beni primari“. E c`è un`altra cosa a cui gli italiani davvero non sanno rinunciare: l`aereo. Mentre tutto il settore della mobilità registra un significativo calo (-4,4 per cento), i voli low-cost sembrano non conoscere crisi. Ma in generale, complice il caro-benzina, gli italiani lasciano in garage l`auto e riscoprono il piacere di una passeggiata. “La debolezza della domanda per consumi da parte delle famiglie – spiegano alla Confcommercio – sta condizionando anche le dinamiche produttive interne“. A dicembre la produzione industriale ha subito, per il quarto mese consecutivo, una riduzione in termini congiunturali (-0,5 per cento e -1,4 per i beni di consumo). Nello stesso mese gli ordinativi hanno registrato una flessione del 5,4 per cento rispetto a novembre. Un`istantanea improntata al pessimismo a cui cercano di porre rimedio i consumatori. Il presidente del Codacons Carlo Rienzi invoca una riduzione generale dei prezzi dal 10 al 20 per cento e poi rilancia la proposta di indicare il triplo prezzo sui prodotti alimentari, specie per quelli dell`ortofrutta: il prezzo praticato dal coltivatore all`origine,quello pagato dal commerciante all`ingrosso e quello applicato al consumatore al dettaglio.

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