4 Novembre 2006

Dalla tassa di soggiorno risorse per il turismo e tutela dei beni culturali

Dalla tassa di soggiorno risorse per il turismo e tutela dei beni culturali

Il Campidoglio spinge, contrari gli operatori


Tassa di soggiorno, da uno a cinque euro a notte per i turisti che soggiornano a Roma. La possibile introduzione della norma in Finanziaria, con il Campidoglio favorevole a un provvedimento che porterebbe alle casse comunali 50 milioni l` anno, si scontra con un vasto fronte del «no»: politico e di categoria (albergatori, commercianti). «Due anni fa abbiamo inserito il provvedimento nel documento di programmazione finanziaria del Comune, ora valuteremo come applicarlo al termine dell` iter parlamentare», aveva detto nei giorni scorsi l` assessore capitolino al Bilancio Marco Causi. Sulla questione, in Campidoglio, ora preferiscono non intervenire. Si sa che sono in corso incontri tecnici ai quali partecipano i rappresentanti di vari comuni, per studiare una strategia unitaria in vista di una Finanziaria che potrà essere oggetto di emendamenti (trasversali) soppressivi o di modifica. Le risorse reperite con la nuova tassa, va ricordato, sarebbero destinate al recupero dei centri storici e alla manutenzione urbana (e i cinque euro in più sono l` ipotesi per chi alloggia in hotel a 5 stelle). Il principio che la ispira, per i promotori, è quello di non far pagare nulla ai romani, che pure gli effetti del turismo subiscono (e pagano) e qualche spicciolo a chi della città usufruisce. Da sempre frenano le associazioni degli albergatori, favorevoli semmai (proposta di Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi) a un contributo volontario da destinare al mantenimento dei beni culturali. Contraria anche l` opposizione in Comune. Per il capogruppo di Fi Michele Baldi «il provvedimento non è da bocciare, ma da rinviare a data da destinarsi. A quando, al di là dei clamori mediatici, Roma sarà davvero in grado di offrire servizi che offrono altre capitali europee. Strade pulite, niente buche, varie linee di metrò. La verità è che Roma non ha ancora una capacità attrattiva fuori dalle logiche di concorrenza. Piuttosto, si intervenga su una migliore valorizzazione del patrimonio culturale. All` estero si paga anche per vedere una sequoia, se ben tenuta». Tra i «no», Cesare Pambianchi, presidente Confcommercio Roma: «Ci si incammina per una strada pericolosa: città a pagamento, strade a pagamento, tra un po` aria a pagamento. Vogliamo aggredire i turisti con altri oneri? Bene, aumentiamo i prezzi delle camere. Così favoriamo altri paesi in competizione. Se si devono far quadrare i bilanci occorre piuttosto tagliare le spese. Il turismo a Roma è in crescita, non freniamolo con ritorni al Medioevo. Divise le associazioni dei consumatori. Favorevole CittadinanzaAttiva. Contrario il presidente del Codacons Carlo Rienzi: «La tassa non colpisce solo i turisti, ma tutti i non residenti. Pagherebbe anche chi a Roma soggiorna per lavoro, o famiglie che decidono di passare un week end in città».

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