8 Gennaio 2002

Dal sesso all?obolo in chiesa: ecco la mappa dei rincari

Le insidie nelle piccole spese quotidiane
Dal sesso all?obolo in chiesa
Ecco la mappa dei rincari che colpiscono i cittadini

ROMA – Eccolo l?abbecedario degli aumenti. Dall?acqua agli zaini passando per birra, caffè, farmaci. E sesso. Sì, Adusbef, Codacons, Adoc e Federconsumatori hanno ricevuto sui loro siti Internet segnalazioni di tutti i tipi, provenienti dai quattro capi dello Stivale, e, perchè no, anche riguardo al sesso. La prestazione di una «lucciola» passa da 50 mila lire a 30 euro (58mila 88 lire), se viene consumata in casa si va dalle attuali 100mila a 60 euro, 116mila 176 lire, 16,2% in più. Il profano aumenta, il sacro non resta indietro. Un esempio? L?obolo per una messa passa da 15 mila lire a 10 euro (+29,1%). L?offerta massima per un matrimonio era 450 mila lire, va a 270 euro (522 mila 792 lire).
Nell?elenco ci sono le segnalazioni degli utenti, le ricerche fatte dalle associazioni consumatori, i listini forniti dalle società di servizi. «Segnalare esercizi commerciali che aumentano i prezzi – dice Carlo Rienzi del Codacons – sarà uno dei modi per difendersi. Non essendo previste sanzioni dovremo passare alla gogna». Elio Lannutti, superesperto di servizi ha registrato con puntiglio gli aumenti che le banche hanno imposto sui servizi. «Le spese di singola scrittura – dice con puntigliosa precisione – ovvero ogni riga dell?estratto conto, sono passate da 3200 lire a 3485, l?assegno da 100 a 116 lire, l?invio dell?estratto conto aumenta di 2 mila lire».
Poi ci sono le curiosità. Fra chi ha pensato di arrotondare ci sono anche i venditori di cd contraffatti: si passa dalle 10 mila lire attuali a 6 euro, ovvero 11 mila 617 (+16,2%).
Ma è la prima colazione al bar ad aver subìto un salasso a giudicare dalle segnalazioni giunte alle associazioni consumatori. La brioche passa da 1200 lire a 0,80 euro (1549 lire +29,1%). Il caffè segue gli stessi incrementi, arriva anche a 0,88-0,90 euro (1703-1742 lire). Poi c?è il caso limite, bar di Ladispoli, con il cappuccino a un euro, 1936 lire e denuncia al giudice di pace.
Tè e infusi passano da 4 mila lire a 2,60 euro che vuol dire il 25,9% in più. Arrotondamenti sui gelati: il cono da 2500 lire passa a 1,5 euro (2904 lire), quello da 3 mila a 2 euro (3872 lire). Arrotondano anche gli hotel, gli istituti di bellezza, nei self service, occhio al listino dei parrucchieri e dei barbieri.
Poi c?è il mistero dei kit che sono stati messi in vendita a 25 mila lire. Le associazioni consumatori hanno fatto il calocolo esatto del corrispondente in lire degli euro contenuti e il controvalore era di 24 mila 997 lire, ovvero 3 lire in meno. Visto che sono stati venduti 30 milioni di kit – si chiedono i consumatori – chi si è preso i 90 milioni in più? Avanzano una possibile destinazione: adozioni a distanza. Per quanto riguarda i biglietti dei mezzi pubblici il caso più clamoroso resta quello dell?Atm di Milano che ha alzato il prezzo del biglietto da 1500 lire a un euro o 1950 lire perché le macchinette non danno resto. Un?ottima scusa per truccare il prezzo. E guadagnarci.

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