6 Marzo 2007

Da ieri è operativa la norma che elimina i costi fissi delle ricariche

“ABBIAMO SLEGATO le mani al consumatore – annuncia trionfante il ministro Bersani – e da oggi si paga quello che si consuma; le imprese sanno che vincerà l`offerta migliore“. In effetti, da ieri è operativa la norma che elimina i costi fissi delle ricariche dei cellulari, ma i consumatori non sono del tutto convinti che tutto filerà liscio come da copione e sono già in allerta. E nonostante, sulla base dei primi controlli effettuati da alcune associazioni mescolandosi alla clientela, tutto sembri a posto, gli occhi sono soprattutto puntati su due gestori, Wind e Vodafone. Il primo aveva infatti affermato nei giorni scorsi di voler continuare ad applicare i costi di ricarica ai tagli inferiori ai 50 euro, mentre sul secondo c`era il sospetto che volesse aumentare le tariffe con “balzelli – sostengono Adusbef e Federconsumatori – fino ad 8 euro, del tutto ingiustificati“. Timori che hanno convinto l`Agcom a chiedere immediati chiarimenti alle due compagnie. Il Garante, nel dettaglio, ha chiesto a Wind di chiarire, soprattutto, perché verrebbe proposto al cliente con tessera ricaricabile inferiore a 50 euro di passare a nuovi piani tariffari predisposti con abbonamento. L`iniziativa del Garante ha subito dato effetti: in tarda serata Wind ha fatto sapere che abolirà i costi di ricarica per tutti i clienti. Diverso il problema per Vodafone, che ha chiesto ai clienti un rimborso di 8 euro per restituire il credito residuo. Il tutto, infatti, è in contrasto con la delibera Agcom, contenente le modalità applicative del decreto Bersani. Vodafone ha giustificato la richiesta ai clienti sostenendo che “gli 8 euro sono inferiori ai costi vivi sostenuti dall`azienda per l`operazione tecnica di trasferimento e siamo l`unica società ad effettuare l`operazione di sostituzione con soldi veri“. I CONSUMATORI, tuttavia, ci vogliono vedere chiaro. E l`Agcom pure, anche se ieri l`operato della stessa istituzione è finita nel mirino della Ue. A parere di Bruxelles, infatti, il Garante non avrebbe mostrato sufficiente autonomia; la materia dei costi di ricarica, infatti, dovrebbe essere di competenza dell`Agcom, mentre il governo ha deciso di procedere per conto proprio attraverso lo strumento del decreto. Tra gli altri punti allo studio di Bruxelles anche l`impatto che la norma può avere sul livello delle tariffe, visto che gli operatori potranno spalmare i costi dell`abolizione delle ricariche su altre voci relative al traffico telefonico, con possibili danni per i consumatori. Su questo fronte, il Movimento difesa del cittadino ha chiesto un attento monitoraggio da parte della Guardia di Finanza, ma i più agguerriti sono i consumatori del Codacons. “Qualsiasi costo di ricarica applicato agli utenti della telefonia mobile – si legge in un comunicato – da oggi sarà considerato illegale e denunciato alle autorità“. “Chiediamo alle autorità di verificare i nuovi piani tariffari degli operatori telefonici per accertare se si celino aumenti a discapito degli utenti – ha commentato Francesco Tanasi, segretario del Codacons – Le compagnie che decideranno di fare le furbe, o quelle che continueranno ad imporre tale balzello, dovranno essere pesantemente sanzionate“. Secondo l`associazione dei consumatori i gestori telefonici devono restituire agli utenti le somme incassate per i costi di ricarica nel periodo che va dall`entrata in vigore del decreto Bersani al 5 marzo. “Siamo pronti a presentare migliaia di cause di rimborso dinanzi al giudice di pace – ha concluso Tanasi – per far valere i diritti dei consumatori di fronte allo strapotere e all`arroganza sfacciata delle compagnie telefoniche. Il Codacons ha presentato oggi un esposto all`Autorità per le Comunicazioni chiedendo un intervento urgente finalizzato a sospendere quei piani tariffari che le compagnie telefoniche propongono ai clienti e che collegano direttamente o indirettamente all`esercizio del diritto del non pagamento dei costi di ricarica“.

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