Da ieri il via ai tagli dei costi per le ricariche
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fonte:
- La Provincia di Sondrio
Da ieri il via ai tagli dei costi per le ricariche Ma l`Authority richiama Wind e Vodafone
Niente più costi di ricarica per i cellulari. Il d-day dei telefonini è arrivato e da ieri in poi il costo aggiuntivo previsto per le schede ricaricabili scomparirà definitivamente: ad ogni euro pagato corrisponderà un equivalente credito da spendere in telefonate e messaggi, per la prima volta, anche senza alcuna scadenza. Merito del decreto Bersani sulle liberalizzazioni, che però già dall`entrata in vigore ha incontrato qualche intoppo. Gli operatori non hanno infatti risposto tutti allo stesso modo alle nuove norme. Ognuno ha messo in campo la sua strategia, in un rinnovato spirito di concorrenza che «slega le mani ai consumatori» e che piace prima di tutto al ministro per lo sviluppo economico e fautore delle novità, Pierluigi Bersani. Ma ciò che al ministro non è piaciuto affatto è che certi operatori abbiano cercato di aggirare le norme, assumendo posizioni «non in linea con la volontà del legislatore», ha fatto notare nel pomeriggio lo stesso Bersani. Il riferimento non è stato esplicito, ma l`indice di Via Veneto sembrava puntato su Wind, l`operatore che, come evidenziato dalle associazioni dei consumatori, aveva lanciato un piano tariffario che lasciava intendere il mantenimento dei costi di ricarica per le schede sotto i 50 euro. Un orientamento poi però smentito dalla stessa società: Wind, ha fatto sapere il gestore dopo le proteste dei consumatori e le sollecitazioni più o meno esplicite, «non applicherà i contributi di ricarica ai contratti in essere alla data del 4 marzo 2007». Il provvedimento però, avverte l`operatore, «non potrà non avere impatti negativi sugli assetti concorrenziali del settore». Il pressing sulla società di Naguib Sawiris, e non solo, non è partito però solo dal ministero. In modo ancora più evidente è stata infatti l`Autorità delle comunicazioni a scendere in campo contro 2 dei 4 operatori del mercato: Wind, appunto, e Vodafone. L`Authority ha chiesto chiarimenti ad entrambi: a Wind perché, spiega il capo di gabinetto Guido Stazi, «apparentemente non si era adeguata alle norme»; a Vodafone per il rimborso di 8 euro chiesto per restituire il credito residuo al cliente che voglia dismettere la Sim. Una «limitazione alla concorrenza», secondo Stazi (il gruppo ribatte però facendo notare di essere «l`unica società a prevedere la restituzione del credito in denaro» e gli 8 euro sono inferiori ai costi vivi sostenuti). Ma l`affondo dell`Autorità non si ferma qui: l`Authority di settore ha infatti lanciato una nuova operazione-trasparenza sulle tariffe con una delibera, in vigore da oggi, che impone alle società di mettersi in regola con gli schemi predisposti per consentire ai clienti il confronto dei prezzi. Con multe, per chi non si adegua, fino a 2,5 milioni di euro. Dubbi sul provvedimento Bersani vengono però intanto ribaditi dalla Commissione europea: secondo la commissaria per le tlc Viviane Reding, la materia dei costi di ricarica, dovrebbe essere di competenza dell`Agcom e non di un decreto del governo. La nuova norma potrebbe inoltre avere, secondo Bruxelles, un impatto negativo sulle tariffe, visto che gli operatori potrebbero spalmare i costi dell`abolizione delle ricariche su altre voci. Intanto, le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra: le compagnie telefoniche, denunciano, stanno cercando di incamerare quel miliardo e 800 milioni di euro che arrivavano dal «costo di ricarica» in altri modi, in particolare con i nuovi piani tariffari. Il Codacons ha presentato un esposto all`Autorità per le comunicazioni perché «blocchi i nuovi piani tariffari che prevedono aumenti a danno degli utenti» e che vengono messi in relazione «al non pagamento dei costi di ricarica».
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